Storia
agosto 18, 2026
Flock ammette di aver sbagliato con le salvaguardie, ma i critici dicono che il problema è la rete di sorveglianza
Flock Safety sta introducendo salvaguardie obbligatorie dopo che la polizia avrebbe usato la sua rete di lettori di targhe per perseguitare persone. I difensori delle libertà civili dicono che i cambiamenti potrebbero limitare alcuni abusi ma lasciano in gran parte intatta l’architettura della sorveglianza di massa.
La risposta di Flock Safety alle accuse di stalking da parte della polizia è una rara concessione da parte di un’azienda di sorveglianza in rapida crescita. Ma le nuove regole hanno acuito una disputa più dura: se controlli migliori possano aggiustare un sistema che, secondo i critici, raccoglie fin dall’inizio troppi dati.
La pressione è aumentata dopo le notizie di agenti che utilizzavano sistemi di lettura automatica delle targhe per la sorveglianza personale, incluso stalking e molestie. Le telecamere Flock sono risultate coinvolte in 46 di almeno 50 casi di uso improprio presunto o contestato identificati dal Washington Post, mentre le indagini giornalistiche hanno anche documentato falsi allarmi e fermi di polizia dannosi legati a errori dei lettori automatici di targhe.1
In risposta, Flock ha dichiarato che renderà obbligatorio il suo strumento Audit Assistance, segnalando le ricerche anomale e bloccando gli utenti sospetti in attesa di revisione. Richiederà inoltre codici di caso per le ricerche, con le deroghe di emergenza soggette a revisione; l’amministratore delegato Garrett Langley ha riconosciuto che l’azienda aveva sbagliato trattando questa salvaguardia come opzionale: “Su questo abbiamo sbagliato. Dovremmo renderla un requisito.”2
L’azienda sta anche riducendo il periodo di conservazione dei dati consigliato come impostazione predefinita da 30 a sette giorni e sta offrendo alle agenzie un controllo più granulare su quali dipartimenti esterni possano cercare nei loro dati. Tuttavia le agenzie locali possono conservare i dati più a lungo, anche tramite una modalità Evidence Mode collegata a un numero di caso, lasciando il limite pratico nelle mani delle autorità locali.2
I critici accolgono con favore il cambiamento ma sostengono che la scappatoia centrale è evidente: Flock non verifica che un numero di caso sia reale. Un agente può inserire un numero falso, e l’azienda non ha divulgato l’accuratezza del suo sistema di audit automatizzato né lo ha sottoposto a test indipendenti.3
Questa frattura va oltre lo stalking. Flock afferma che la sua rete nazionale aiuta la polizia a recuperare auto rubate e a trovare persone scomparse; i difensori della privacy sostengono che la stessa rete consente alle agenzie di cercare anni di dati sulla localizzazione dei veicoli tra diverse giurisdizioni senza prima stabilire un sospetto. “In America, si può indagare su qualcuno solo se si pensa che abbia fatto qualcosa di sbagliato”, ha dichiarato Chad Marlow, consulente per le politiche dell’ACLU.3
Per questi critici, impostazioni predefinite di sette giorni e richieste di giustificazione per le ricerche non rappresentano un accordo conclusivo. Flock afferma che le reazioni negative e la disinformazione le sono costate clienti; gli oppositori sostengono invece che le comunità stiano rivalutando il compromesso tra sicurezza pubblica e sorveglianza di routine, con alcune che annullano i contratti o valutano leggi più severe.4