Storia
agosto 19, 2026

La svolta del vaccino di Moderna contro il melanoma accende la speranza — e la corsa al titolo in Borsa

Moderna e Merck affermano che la loro terapia personalizzata a mRNA ha centrato gli obiettivi chiave di uno studio di Fase 3 nel melanoma ad alto rischio, facendo impennare le azioni Moderna. Eppure investitori e pazienti attendono ancora i dati completi, la presentazione al congresso e il verdetto delle autorità regolatorie.

La lunga scommessa di Moderna sul trattamento personalizzato contro il cancro a base di mRNA ha prodotto finora il suo segnale clinico più importante — e un immediato boato dei mercati. Ma il risultato resta un titolo di prima pagina prima di diventare una cartella clinica pienamente esaminata.

Mercoledì, Moderna e Merck hanno dichiarato che il loro vaccino sperimentale, intismeran autogene, ha raggiunto entrambi gli obiettivi principali in uno studio di Fase 3 su pazienti con melanoma ad alto rischio i cui tumori erano stati rimossi chirurgicamente. L’annuncio ha fatto salire le azioni Moderna di oltre il 100% nelle prime contrattazioni, mentre anche Merck ha guadagnato terreno.

Il trattamento è progettato a partire dal campione di tumore di ciascun paziente, addestrando il sistema immunitario a individuare le specifiche mutazioni che alimentano quel singolo tumore. Nel trial con 1.137 pazienti, i partecipanti hanno ricevuto o il vaccino in combinazione con Keytruda di Merck, oppure solo Keytruda. Secondo le aziende, la combinazione ha mantenuto i pazienti liberi da recidiva o diffusione per un periodo più lungo, un esito descritto come “statisticamente significativo e clinicamente significativo.”

Questa è la principale fonte di ottimismo: un approccio personalizzato a mRNA ha ora avuto successo in uno studio sul melanoma in fase avanzata, con il potenziale di ampliare l’identità di Moderna oltre il suo vaccino contro il Covid-19. Risultati precedenti del programma avevano suggerito una riduzione del 49% del rischio di recidiva o morte e una riduzione del 59% del rischio di metastasi a distanza o morte, rispetto al solo Keytruda.

I clinici vedono un’opportunità di cambiare la cura dopo l’intervento chirurgico, quando l’obiettivo è prevenire il ritorno del cancro. Georgina Long, sperimentatrice principale del trial, ha definito il risultato “un momento storico per il trattamento adiuvante del melanoma”, affermando che la combinazione potrebbe aiutare i pazienti a rimanere liberi dal cancro più a lungo.

Tuttavia, l’euforia dei mercati ha superato le prove disponibili al pubblico. Moderna e Merck non hanno ancora reso noti i dati precisi di efficacia e sicurezza dello studio di Fase 3. Tali dati saranno presentati in un futuro congresso medico prima che le aziende portino il dossier all’attenzione delle autorità regolatorie — un prossimo test cruciale per un trattamento che ora porta su di sé aspettative enormi.