Storia
agosto 22, 2026

I colloqui sui dazi con il Canada di Trump oscillano dalla pausa alla ritorsione

Un accordo riportato per sospendere i dazi statunitensi sul Canada ha lasciato il posto a un crollo dei colloqui commerciali, con Ottawa che ha dichiarato che avrebbe eguagliato le misure americane. Il brusco cambio di rotta sottolinea la rapidità con cui la disputa è passata dalla negoziazione alla ritorsione.

Una tregua commerciale sembrava a portata di mano tra Washington e Ottawa. Poi la guerra dei dazi è tornata a spostarsi verso la ritorsione, lasciando le imprese su entrambi i fronti di fronte a un nuovo periodo di incertezza.

La prima svolta è arrivata quando Donald Trump ha dichiarato che era stato raggiunto un accordo con il Canada e che i dazi previsti sarebbero stati sospesi. L’annuncio lasciava intendere che i due paesi avessero trovato un terreno comune sufficiente a scongiurare un’escalation immediata della loro disputa commerciale.

Ma quello spiraglio non ha retto. Nella ricostruzione successiva dei negoziati, i colloqui erano crollati e il Canada aveva promesso di eguagliare i dazi statunitensi. La posizione di Ottawa inquadrava la ritorsione non come l’esito preferito, ma come una risposta alle misure commerciali americane.

I due sviluppi colgono la tensione centrale della disputa: la parte statunitense ha presentato la sospensione come prova di un accordo, mentre la posizione successiva del Canada rifletteva un negoziato che era naufragato invece di essere stato risolto. Entrambe le versioni indicano i dazi come punto di pressione; divergono nettamente sul fatto che la diplomazia avesse disinnescato quella pressione o semplicemente l’avesse rinviata.

Per ora, la sequenza ha lasciato la relazione in un ciclo ben noto. La minaccia di dazi ha spinto ad avviare colloqui, un accordo riportato ha offerto una tregua temporanea e il fallimento di quei colloqui ha riacceso la prospettiva di misure reciproche. La questione immediata è se si possa negoziare un’altra sospensione—o se la risposta canadese promessa trasformi la disputa in un più ampio confronto di dazi transfrontalieri.