Storia
agosto 26, 2026

Il pulsante anti‑slop di LinkedIn trasforma la frustrazione degli utenti in un avvertimento da un milione di clic

LinkedIn afferma che da luglio oltre un milione di persone hanno segnalato post sospettati di essere generati dall’IA, riducendo del 40% le visualizzazioni dei contenuti che la piattaforma classifica come slop. La piattaforma si affida al feedback della community invece che a un rigido sistema di rilevamento automatizzato.

La lotta di LinkedIn contro il chiacchiericcio aziendale sintetico è sempre più condotta dai suoi stessi utenti. Più di un milione di clic su una singola opzione di segnalazione hanno trasformato l’irritazione per la “thought leadership” prodotta dalle macchine in un segnale di moderazione misurabile.

L’azienda ha introdotto il pulsante “Sembra slop di IA” il 30 luglio, inserendolo nel menu a tre puntini su post e commenti. La mossa è arrivata dopo la crescente preoccupazione per i contenuti professionali automatizzati: il rilevatore di IA Pangram aveva rilevato che il 41% degli articoli lunghi pubblicati su LinkedIn veniva contrassegnato come completamente generato dall’IA, secondo quanto riportato da The Verge.

Nelle settimane successive, LinkedIn afferma che gli utenti hanno premuto il pulsante più di un milione di volte. Il Chief Product Officer Hari Srinivasan ha dichiarato che ora i membri vedono “il 40% di visualizzazioni in meno su ciò che classifichiamo come slop di IA” rispetto a poche settimane prima. L’azienda ha anche rimosso una funzione di IA che poteva “enhance your post”, aggiornando al contempo i classificatori pensati per identificare il materiale sintetico.

Ma l’approccio di LinkedIn non è semplicemente lasciare che il software controlli il software. Srinivasan ha sostenuto che la piattaforma vuole che i membri ricevano “feedback da veri esseri umani su ciò che suona autentico — non solo che un rilevatore di IA lo esamini e sbagli.” I post che raccolgono abbastanza feedback dalla community mostreranno ora un avviso in Post Analytics che indica che alcuni membri hanno pensato che il contenuto suonasse come generato dall’IA, anche se LinkedIn afferma di disporre di salvaguardie contro campagne coordinate o prese di mira scorrette.

La discussione più ampia su LinkedIn resta intrecciata con la politica in evoluzione dell’IA sul posto di lavoro. Elon Musk ha amplificato un post secondo cui gli utenti stavano modificando le proprie esperienze lavorative per aggiungere “AI” e rimuovere “DEI” — un segnale distinto ma rivelatore di quanto rapidamente stiano cambiando gli incentivi professionali sulla piattaforma.

Per LinkedIn, la sfida è reprimere l’automazione a basso sforzo senza penalizzare la scrittura umana goffa ma genuina. La sua scommessa è che gli utenti sappiano riconoscere la differenza — e, sempre più spesso, siano disposti a dirlo.