Storia
agosto 26, 2026
Gli sprinter robot cinesi trasformano un primato di Bolt in una dichiarazione di corsa tecnologica
I 100 metri in 8,86 secondi di un umanoide cinese ai World Humanoid Robot Games di Pechino hanno battuto il tempo umano più veloce mai registrato, coronando una vetrina di cinque giorni di abilità robotica e accentuando il profilo geopolitico della competizione.
La corsa dei robot in Cina non è più un numero da varietà. A Pechino, un umanoide ha superato un primato a lungo associato a Usain Bolt, trasformando un momento da cronometro in una dimostrativa e mirata esibizione di ambizione tecnologica nazionale.
L’attesa aveva già catturato l’attenzione di internet. Elon Musk ha ripostato il filmato e l’affermazione che l’umanoide “Lightning” di Honor abbia corso i 100 metri in 9,32 secondi—più veloce del record mondiale di 9,58 secondi di Bolt—e ha sottolineato che il robot è sopravvissuto a una collisione con una barriera di sicurezza.
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Poi è arrivato il traguardo ufficiale, ancora più netto. Martedì, un umanoide cinese ha fermato il cronometro a 8,86 secondi nei 100 metri ai World Humanoid Robot Games di Pechino, battendo sia i suoi rivali robotici sia il tempo umano più veloce mai registrato.2 Il risultato è arrivato in una competizione in stile olimpico solo al suo secondo anno, dove la pista di gara fungeva anche da showroom per il settore della robotica cinese in rapida evoluzione, sullo sfondo di una crescente rivalità tecnologica con gli Stati Uniti.2
Lo sprint non è stato un’esibizione isolata. Più di 2.000 robot umanoidi hanno partecipato all’evento di cinque giorni a Pechino, gareggiando in sport tra cui corsa, calcio e boxe.3 Entro mercoledì, un altro record di sprint robotico era già stato infranto con la chiusura dei giochi, a sottolineare la rapidità con cui si stavano spostando i punti di riferimento.3
Per gli appassionati, lo spettacolo è la prova che gli umanoidi stanno diventando più agili e resilienti: il repost di Musk si è concentrato tanto sulla capacità del robot di resistere all’impatto quanto sulla sua velocità pura. Per Pechino, il messaggio più ampio andava oltre una medaglia. Le gare tra robot offrivano una misura vivida e di facile comprensione del progresso ingegneristico—e un palcoscenico su cui la Cina potesse presentarsi come favorita nella competizione per costruire la prossima generazione di macchine.