Storia
agosto 27, 2026
L’accordo record di Meta sulla sicurezza dei minori lascia irrisolto il suo test più duro
Il proposto accordo da 18 miliardi di dollari di Meta sulla sicurezza dei minori promette nuove tutele per gli adolescenti, ma gran parte dell’esborso dipende dall’adesione delle piattaforme rivali. Il New Mexico, gli attivisti e i gruppi per la privacy definiscono l’intesa storica, pur lasciando ancora irrisolte protezioni cruciali.
Meta ha offerto una risposta da record alle accuse di aver costruito Facebook e Instagram per tenere i bambini agganciati. Ma il proposto accordo nazionale solleva anche una domanda più tagliente: quanta responsabilità sta davvero assumendo Meta da sola?
L’accordo, annunciato dopo l’inizio delle arringhe introduttive nel caso intentato dagli stati, risolverebbe le contestazioni mosse da una coalizione bipartisan di 29 stati e imporrebbe protezioni predefinite per gli utenti sotto i 18 anni, in attesa dell’approvazione del tribunale. Tra queste figurano un limite giornaliero di due ore su Facebook e Instagram, un blocco da mezzanotte alle 6 del mattino, notifiche più silenziose durante la giornata scolastica, conteggi dei like nascosti e sistemi di verifica dell’età ampliati.1
Meta ha quantificato l’accordo in un massimo di 18 miliardi di dollari in 10 anni, mentre gli annunci degli stati hanno indicato importi più vicini ai 17,1 miliardi. La cifra più significativa è il pagamento garantito: circa 12-12,7 miliardi di dollari. I restanti oltre 5 miliardi verrebbero erogati solo se le piattaforme rivali adottassero misure comparabili e contribuissero con pagamenti corrispondenti.2
Il direttore legale di Meta, C.J. Mahoney, ha presentato tale condizione come necessaria più che elusiva, sostenendo che "gli adolescenti si muovono con fluidità tra decine di app" e che è necessaria una "soluzione per l’intero settore".3 TikTok e YouTube non hanno risposto alle richieste di commento citate nell’articolo.
Il procuratore generale del New Mexico, Raúl Torrez, il cui stato ha ottenuto a marzo un verdetto della giuria da 375 milioni di dollari contro Meta e successivamente un’ulteriore sentenza per disturbo pubblico da 567 milioni di dollari, ha accolto con favore l’accordo nazionale, ma ha affermato che non è all’altezza delle protezioni già conquistate dal New Mexico. Ha indicato in particolare il divieto diretto di interazioni romantiche o sessualizzate dei chatbot di IA con i minori e tutele più forti contro gli adulti nei messaggi privati.2
Gli attivisti per la sicurezza dei minori vedono la stessa immagine sdoppiata: progressi significativi, ma un accordo ancora sbilanciato verso i controlli parentali e i prompt, piuttosto che verso restrizioni sui sistemi di raccomandazione. Fairplay ha definito le protezioni notturne un importante passo avanti, pur criticando l’accordo per non aver disattivato di default gli algoritmi che possono indirizzare i bambini verso predatori o contenuti dannosi.2
I difensori della privacy, nel frattempo, avvertono che una verifica dell’età più rigorosa può generare un danno diverso. Il Center for Democracy and Technology ha affermato che le disposizioni rischiano di sottoporre tutti gli utenti a "verifiche dell’età invasive", limitando al contempo l’accesso dei minori senza tenere conto delle esigenze individuali.2
Per i critici, la clausola di contingenza è la vera spia dell’accordo. Il professore della Tulane Rob Lalka ha dichiarato: "Meta qui non sta riformando, sta semplicemente rispettando le regole", sostenendo che l’esposizione finanziaria dell’azienda resta modesta rispetto alla sua scala.3 L’accordo potrebbe ridefinire il livello minimo del settore, ma la sua promessa più grande dipende ancora dal fatto che i rivali di Meta dicano sì.