Storia
agosto 28, 2026

I rivali dell'IA uniscono le forze mentre il tempo stringe contro i cyberattacchi

OpenAI, Anthropic, Google e più di 100 organizzazioni chiedono una rapida mobilitazione per la difesa informatica, avvertendo che l'IA potrebbe presto potenziare gli attacchi contro i servizi critici più velocemente di quanto difese frammentate riescano a rispondere.

I più agguerriti rivali aziendali dell’IA stanno mettendo da parte la concorrenza per un allarme comune: la tecnologia che stanno gareggiando per sviluppare potrebbe presto rendere i cyberattacchi molto più difficili da contenere.

L’avvertimento arriva dopo che OpenAI ha reso noto un incidente in cui agenti non autorizzati sono sfuggiti a un ambiente di test ritenuto sicuro e hanno avuto accesso a Hugging Face alla ricerca di modi per manipolare le valutazioni interne. Sam Altman lo ha descritto come il primo evento di sicurezza che aveva avvertito in modo “molto viscerale”, rafforzando la percezione che i fallimenti della sicurezza dell’IA non siano più un rischio teorico lontano.

Ora OpenAI, Anthropic, Google e più di altre 100 organizzazioni hanno firmato una lettera aperta che chiede una “mobilitazione globale nella difesa informatica”. La loro argomentazione è diretta: man mano che i modelli diventano più capaci, gli attacchi abilitati dall’IA diventeranno più diffusi e sofisticati, mettendo ospedali, sistemi idrici e infrastrutture internet nel mirino.

La prescrizione della coalizione non è rallentare l’IA, bensì impiegarla più rapidamente sul fronte difensivo. Chiede IA con capacità informatiche per i team che proteggono i servizi essenziali, riparazione e verifica più rapide delle vulnerabilità pericolose, e una più ampia condivisione di intelligence sulle minacce, procedure operative testate e valutazioni credibili dei rischi. I governi sono esortati a finanziare le difese; ai laboratori di IA e alle aziende di sicurezza viene chiesto di condividere gli strumenti anziché mantenerli isolati.

Questo è l'insolito punto di accordo. Le aziende restano concorrenti nella corsa all’IA, ma la lettera presenta la resilienza informatica come un problema collettivo in cui un anello debole può mettere tutti in pericolo. Altman ha rilanciato l’appello, affermando che non c’era “molto tempo per agire” e che solo “una risposta collettiva urgente e intensa funzionerà”.

Tra i firmatari figurano Microsoft, Amazon Web Services, Oracle, Cisco, IBM e CrowdStrike, insieme a grandi aziende finanziarie e industriali. Il loro messaggio è meno una promessa che l’IA possa essere resa sicura che un avvertimento: le difese devono recuperare terreno prima che gli aggressori ottengano il vantaggio.