Storia
agosto 29, 2026
Warsh rimette in gioco un rialzo dei tassi della Fed a settembre
Le osservazioni di Kevin Warsh a Jackson Hole hanno rafforzato l’ipotesi di un aumento dei tassi a settembre se l’inflazione dovesse restare ostinatamente elevata. Tuttavia, il suo messaggio non è arrivato a vincolare la Federal Reserve a una decisione prima del prossimo rapporto sui prezzi.
Il messaggio di Kevin Warsh a Jackson Hole ha trovato un punto d’equilibrio tra allarme e prudenza: i falchi dell’inflazione vi colgono un rinnovato avvertimento che i tassi potrebbero dover salire, mentre gli osservatori più cauti non vedono alcun impegno preventivo prima dell’arrivo di nuovi dati.
Alla conferenza di venerdì, il presidente della Federal Reserve ha ribadito le proprie credenziali nella lotta all’inflazione, segnalando che la prossima decisione della banca centrale potrebbe dipendere dall’attenuazione delle pressioni sui prezzi. Secondo una ricostruzione, Warsh aveva “aperto la porta a potenziali rialzi dei tassi nei prossimi mesi”, aumentando la pressione sui responsabili politici in vista della riunione di metà settembre.1
L’attenzione immediata si concentra ora sul prossimo rapporto del governo sull’inflazione, atteso pochi giorni prima di quella riunione. Se i dati non dovessero mostrare un miglioramento significativo, le osservazioni di Warsh suggeriscono che per la Fed diventerà considerevolmente più difficile ignorare le ragioni a favore di un aumento a settembre.1 Un’altra valutazione ha formulato l’avvertimento in modo più netto: Warsh ha lasciato intendere che la Fed aumenterà i tassi se l’inflazione non scenderà presto.2
Si tratta di un notevole cambiamento di enfasi, ma non di una promessa ferrea. Il discorso di Jackson Hole è parso anche attenuare i timori che la Fed avesse già deciso per un rialzo, lasciando ai funzionari margine per valutare i dati in arrivo anziché seguire un copione prestabilito.3
Il calendario è quindi serrato. L’intervento di Warsh di venerdì ha alzato la posta in gioco; il prossimo rapporto sui prezzi metterà alla prova la sua posizione che pone l’inflazione al primo posto; e la riunione di settembre mostrerà se l’avvertimento si trasformerà in politica. Per ora, ai mercati è stata data una condizione chiara anziché un esito garantito.