Storia
settembre 1, 2026

L’accordo di Meta sulla sicurezza degli adolescenti potrebbe ridisegnare i social media—se riuscirà a capire chi è minorenne

L’accordo transattivo da miliardi di dollari di Meta con gli Stati USA pone protezioni più rigorose per gli adolescenti al centro dei suoi prodotti, ma solleva nuove domande su applicazione, privacy e sulla possibilità che i rivali seguano l’esempio.

L’accordo di Meta con gli Stati USA viene presentato dai sostenitori della sicurezza dei minori come una svolta e come un avvertimento per l’intero settore delle piattaforme. Ma gli esperti legali e tecnologici vedono davanti una prova più complessa: capire se le limitazioni dei prodotti possano funzionare su larga scala senza trasformare i controlli dell’età in un nuovo rischio per la privacy.

L’accordo è nato dopo un’indagine nazionale del 2021 e cause legali del 2023 che sostenevano che Facebook e Instagram fossero progettati per mantenere coinvolti i giovani, minimizzando al contempo i rischi. Nel caso federale di Oakland, l’argomentazione degli Stati è stata condensata in quattro verbi: Meta ha cercato di “agganciare” gli utenti, “trattenerli”, “raccogliere” i loro dati e “nascondere” il danno.

Meta ha accettato di pagare fino a 17 miliardi di dollari in 10 anni, continuando però a negare qualsiasi illecito; è ancora necessaria l’approvazione del tribunale. Più importanti del denaro, sostiene uno studioso di diritto, sono le impostazioni predefinite proposte per gli utenti sotto i 18 anni: un limite quotidiano di due ore tra le app, blocchi notturni che i genitori possono rimuovere, notifiche silenziate durante l’orario scolastico, opzioni per feed non algoritmici e controlli della riproduzione automatica. Gli impegni dell’azienda sarebbero sottoposti a verifiche indipendenti per cinque anni, anche se i critici osservano che le misure comportamentali più incisive hanno una durata più breve, a meno che TikTok e YouTube non adottino condizioni analoghe.

Per Mike Moore, l’ex procuratore generale del Mississippi che contribuì a ottenere l’accordo transattivo sul tabacco del 1998, l’intesa è un punto di partenza piuttosto che un punto d’arrivo. «L’accordo transattivo con gli Stati è un eccellente primo passo per aiutare a proteggere i nostri figli dai pericoli dei social media», ha affermato, sostenendo un programma nazionale di prevenzione e istruzione pubblica anziché rimedi locali frammentati. Il procuratore generale della California Rob Bonta ha espresso lo stesso concetto più ampio, definendo l’accordo «concettualmente una base di partenza, non un tetto massimo».

Tuttavia, il paragone con il tabacco ha dei limiti. Il professore della Carnegie Mellon Jonathan Caulkins ha avvertito che, a differenza delle sigarette, le piattaforme social e l’IA in rapida evoluzione rendono «semplicemente impossibile sapere» quali saranno i loro futuri benefici e danni.

L’ostacolo immediato è la verifica dell’età. L’accordo transattivo di Meta richiede controlli più rigorosi basati sull’IA e su terze parti, ma la stima dell’età si fonda sul comportamento, sulle connessioni sociali e talvolta sulle immagini—dati che possono esporre sia i minori sia gli adulti. I difensori dei diritti digitali avvertono che ogni sistema di questo tipo può collegare un’identità offline all’attività online, informazioni che potrebbero essere «divulgate, violate da hacker o usate impropriamente». L’accordo transattivo potrebbe stabilire un modello; dimostrare che protegge gli adolescenti senza eccedere resta il compito più difficile.

Copertura della storia