Storia
6 set 2026

Il Dipartimento di Giustizia di Trump sostiene OpenAI mentre il Times lotta per il futuro del giornalismo

L’amministrazione Trump considera una sentenza favorevole a OpenAI fondamentale per preservare la leadership degli Stati Uniti nell’intelligenza artificiale, mentre The New York Times sostiene che lo stesso approccio priverebbe i creatori degli incentivi che sostengono un’informazione affidabile.

La battaglia è iniziata nel dicembre 2023, quando The New York Times ha citato in giudizio OpenAI e Microsoft, sostenendo che le aziende avessero usato milioni dei suoi articoli senza autorizzazione per addestrare sistemi di I.A. e chiedendo miliardi di dollari di risarcimento danni. Il caso è diventato rapidamente un banco di prova per stabilire se l’immissione di opere protette da copyright in un grande modello linguistico sia tutelata come fair use.

Con l’avvicinarsi della causa a un possibile processo, la controversia si è concentrata su due note questioni di copyright: se le aziende abbiano trasformato i reportage del Times in qualcosa di nuovo e se gli output dei chatbot possano sostituire il giornalismo originale. La risposta del Times è categorica: OpenAI e Microsoft hanno copiato il lavoro degli editori e creato prodotti che ora competono con le testate che lo hanno prodotto. «Il futuro non solo del giornalismo, ma anche dell’I.A. responsabile, dipende dal preservare gli incentivi affinché gli esseri umani producano le opere creative da cui dipende una società sana», ha dichiarato il giornale al tribunale.

Poi è arrivato l’intervento del governo federale. In una dichiarazione d’interesse depositata martedì tardi, il Dipartimento di Giustizia ha esortato il giudice di Manhattan a stabilire che l’uso da parte di OpenAI del materiale degli editori fosse legittimo, sostenendo che lo sviluppo dell’I.A. è una priorità per la sicurezza nazionale e che i suoi benefici «superano di gran lunga qualsiasi danno alla concorrenza».

La posizione dell’amministrazione non è che gli editori non abbiano alcun interesse in gioco, bensì che la legge sul copyright non dovrebbe essere interpretata in un modo che ostacoli l’addestramento dei modelli. Gli avvocati del governo hanno avvertito che escludere l’addestramento degli LLM dal fair use sarebbe incoerente con i principi del copyright e «ostacolerebbe gravemente» il progresso scientifico e tecnologico.

Per il Times, questa impostazione schiera la politica pubblica dalla parte dell’industria che sta citando in giudizio. Il suo portavoce, Graham James, ha affermato che il Dipartimento di Giustizia stava scegliendo una manciata di «aziende di I.A. da mille miliardi di dollari» al posto dei creatori americani. L’imminente decisione del giudice Sidney H. Stein sul giudizio sommario potrebbe stabilire se questo compromesso diventerà il parametro giuridico di riferimento tanto per le redazioni quanto per gli sviluppatori di I.A.

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