Storia
settembre 7, 2026

La difesa di OpenAI del DOJ pone la battaglia sul copyright del Times su una linea di frattura della sicurezza nazionale

Il Dipartimento di Giustizia ritiene che vi sia ampio margine per gli sviluppatori di IA nell'uso di materiale protetto da copyright, presentando la questione come vitale per l'innovazione, la prosperità e la sicurezza nazionale. Il New York Times vede un governo schierato con le aziende tecnologiche dominanti, mentre editori e creatori ne sostengono il costo.

Lo scontro legale è iniziato nel dicembre 2023, quando The New York Times ha citato in giudizio OpenAI e Microsoft, sostenendo che le aziende avessero utilizzato illegalmente il suo giornalismo per addestrare sistemi di IA e chiedendo miliardi di dollari di risarcimento danni. Il caso è diventato rapidamente un banco di prova per stabilire se il diritto d'autore possa limitare l'appetito di dati alla base dell'IA generativa.

Questa settimana, l'amministrazione Trump è entrata nella contesa con una dichiarazione di interesse a sostegno dell'argomento del fair use di OpenAI. Gli avvocati del Dipartimento di Giustizia hanno avvertito che il Times stava cercando di restringere la dottrina in un modo che sarebbe stato «incoerente con i principi fondamentali del diritto d'autore» e avrebbe potuto ostacolare gravemente «il Progresso della Scienza e delle arti utili». Hanno sostenuto che i grandi modelli linguistici stanno già facendo progredire la ricerca e che limitarne lo sviluppo comprometterebbe il progresso scientifico, la mobilità economica e la prosperità americana.

Il successivo deposito del Dipartimento di Giustizia a Manhattan ha reso più netta tale posizione. Ha affermato che lo sviluppo dell'IA era fondamentale per la sicurezza nazionale e che l'addestramento dei sistemi trasforma le opere scritte sottostanti in qualcosa che il diritto d'autore può consentire. Secondo il governo, i benefici dell'IA «superano di gran lunga qualsiasi danno competitivo» — un argomento di interesse pubblico insolitamente ampio in una controversia privata sul diritto d'autore.

Per il Times, tale impostazione ribalta la posta in gioco. Graham James, portavoce del giornale, ha affermato che il dipartimento si stava schierando con una manciata di «aziende di IA da mille miliardi di dollari» a discapito dei creatori americani. La posizione del quotidiano è che l'innovazione non dovrebbe offrire alle aziende di IA un lasciapassare per assorbire il lavoro degli editori senza autorizzazione o compenso.

L'eventuale sentenza del tribunale potrebbe estendersi ben oltre OpenAI: altre aziende mediatiche e creatori attendono una risposta alla questione centrale che nessuna delle due parti può eludere — se l'addestramento di un modello di IA costituisca un uso trasformativo, oppure un uso non compensato dell'opera che lo ha reso possibile.

[1] L'amministrazione Trump sostiene OpenAI nella causa sul copyright del NYT — Gli avvocati del DOJ hanno sostenuto che l'approccio del Times restringerebbe il fair use e ostacolerebbe il progresso scientifico ed economico.

[2] Il Dipartimento di Giustizia si schiera con OpenAI nella causa sul copyright del New York Times — Il Dipartimento di Giustizia ha definito lo sviluppo dell'IA una questione di interesse nazionale; il Times ha affermato che i creatori venivano messi da parte.