Storia
settembre 7, 2026
Il traguardo orbitale di Isar offre all’Europa un nuovo sfidante nel settore dei razzi
Isar Aerospace considera il successo del volo di Spectrum come la prova che l’Europa può costruire una via commerciale verso lo spazio, mentre i leader europei lo vedono come una risposta strategica alla dipendenza da fornitori di lancio stranieri. L’ottimismo condiviso dipende ora dalla capacità della startup di crescere abbastanza rapidamente da soddisfare la domanda.
Il volo di sabato dallo Spazioporto di Andøya, nel nord della Norvegia, ha segnato una netta inversione di rotta per Isar Aerospace, con sede a Monaco. Il primo test di Spectrum, nel marzo 2025, era finito fuori controllo e si era schiantato meno di 20 secondi dopo il decollo; gli ingegneri hanno ricondotto il guasto a un’apertura involontaria di una valvola di sfiato e alla perdita del controllo d’assetto.1
Al secondo tentativo, il razzo a due stadi lungo 28 metri è decollato alle 20:12 UTC e ha raggiunto l’orbita terrestre bassa circa sette minuti dopo, dispiegando i suoi carichi utili. Spectrum è diventato il primo veicolo di lancio interamente commerciale sviluppato in Europa a raggiungere l’orbita — e il primo razzo costruito prevalentemente in Germania a riuscirci.1
Per Daniel Metzler, cofondatore e amministratore delegato di Isar, il risultato è più di un recupero tecnico. «Oggi Isar Aerospace ha aperto lo spazio dall’Europa continentale», ha dichiarato, sostenendo che il lancio resta il maggiore collo di bottiglia del settore e che l’azienda offre ai clienti un’alternativa concreta.1 Ha presentato il traguardo come una prova dell’autonomia strategica europea, soprattutto in un momento in cui lanciare con SpaceX può essere più economico ma politicamente problematico.
I funzionari europei hanno riecheggiato quell’argomento della sovranità. Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha definito il lancio «l’inizio di una nuova era», mentre il commissario europeo alla Difesa e allo Spazio Andrius Kubilius ha affermato che l’accesso indipendente dell’Europa allo spazio ha ricevuto «un notevole impulso».2
Il caso commerciale, tuttavia, è il prossimo banco di prova. La direttrice commerciale Stella Guillen ha affermato che il settore è «disperatamente» alla ricerca di ulteriore capacità di lancio e che Isar dispone di un portafoglio ordini superiore a 10 miliardi di euro, sebbene l’azienda non abbia specificato quale quota sia contrattualizzata.2 Sostenuta da circa 1 miliardo di dollari raccolto in otto anni e con quasi 500 dipendenti, Isar è ora concentrata sull’industrializzazione: non semplicemente un altro test riuscito, ma una cadenza di lanci misurata in centinaia di razzi.1
Questa ambizione metterebbe alla prova i fornitori europei storici, sostenuti da sussidi, e offrirebbe un concorrente locale in un mercato ancora dominato da SpaceX. L’orbita è stata la svolta; la ripetibilità è la vera sfida.