Storia
settembre 10, 2026
L’Apple Watch può cogliere parole perse, ma i critici avvertono un rischio di sorveglianza
Apple presenta le nuove funzioni del Watch come un modo controllato e attento alla privacy per recuperare informazioni perse e aiutare gli utenti a ricordare momenti chiave. I critici vedono un cambiamento più inquietante: una tecnologia di ascolto che diventa così discreta da far sì che le conversazioni quotidiane possano iniziare a sembrare monitorate.
Apple ha presentato la sua nuova gamma di hardware all’evento “Surprise and Shine”, ma la novità più controversa non è stata il design di un dispositivo. È stata la crescente capacità dell’Apple Watch di elaborare i suoni nelle vicinanze, trascrivere frammenti di parlato e produrre note di conversazione generate dall’IA.1
L’offerta meno controversa dell’azienda è Audio Intelligence, una funzione sul dispositivo pensata per avvisare chi lo indossa di suoni pratici, tra cui allarmi, sirene, campanelli e il pianto di un neonato. Per gli utenti sordi o con problemi di udito, potrebbe essere uno strumento di accessibilità significativo e, in un’emergenza, potenzialmente salvavita.1
La tensione aumenta con Live Rewind. Premendo due volte la Digital Crown, gli utenti possono tornare indietro di 15 secondi e trascrivere ciò che è stato appena detto, per poi salvare il testo nell’app Siri autonoma di Apple. Apple propone lo strumento per recuperare il consiglio su un libro o l’idea di un collega che chi indossa l’orologio non ha colto la prima volta. Ma i critici sostengono che renda anche facile conservare l’osservazione spontanea di un’altra persona senza il gesto evidente di alzare un telefono per registrare.1
Siri Recap si spinge oltre, usando l’ascolto ambientale per creare “note di alto livello” con titoli, riepiloghi e punti chiave. Apple afferma che la funzione è facoltativa anziché permanentemente attiva, può essere limitata a determinati orari o luoghi e può essere disattivata dal Centro di Controllo. Afferma inoltre che non crea né archivia audio grezzo, non identifica gli interlocutori e protegge riepiloghi e trascrizioni con crittografia end-to-end.1
Queste garanzie segnano il tentativo di Apple di distinguere il proprio approccio dai dispositivi indossabili IA sempre attivi. Eppure, la critica centrale è tanto culturale quanto tecnica: un gesto sull’orologio potrebbe essere troppo discreto perché i presenti riconoscano quando le loro parole vengono trasformate in una registrazione. Il risultato, avvertono i critici, potrebbe essere che un’azienda attenta alla privacy normalizzi l’idea che la tecnologia ascolti sempre.1