Storia
settembre 15, 2026

Il bypass saudita di Hormuz colpito proprio mentre l’altra via d’uscita subisce pressioni

L’Arabia Saudita considera la chiusura dell’oleodotto una misura di sicurezza necessaria mentre concede a Baghdad il tempo di fermare gli attacchi dal suo territorio. Gli attacchi rivelano una vulnerabilità strategica più ampia: la rotta costruita per ridurre la dipendenza da Hormuz è ora minacciata, mentre cresce la pressione anche al varco del Mar Rosso.

Gli attacchi con droni di giovedì hanno trasformato una delle più importanti garanzie energetiche dell’Arabia Saudita nella sua più recente vulnerabilità. Droni lanciati dall’Iraq hanno colpito l’oleodotto di greggio Est-Ovest nelle regioni di Riad e Medina, provocando incendi, danni e ferendo diverse persone, hanno riferito le autorità saudite.

La tempistica è importante. Il sistema Petroline, lungo circa 750 miglia, trasporta greggio da Abqaiq, sulla costa del Golfo, a Yanbu, sul Mar Rosso, consentendo al regno di aggirare lo Stretto di Hormuz — proprio mentre i combattimenti tra Stati Uniti e Iran hanno reso questa via d’acqua più pericolosa. La sua capacità di progetto stimata è di 7 milioni di barili al giorno, il che lo rende molto più di una rotta di riserva.

Venerdì, Riad ha chiuso la linea per precauzione e ha inviato squadre di emergenza per metterla in sicurezza e valutarne le condizioni. Il Ministero dell’Energia non ha fornito una tempistica per il riavvio, affermando: “Qualsiasi ulteriore sviluppo sarà annunciato a tempo debito.” Anche la postura diplomatica dell’Arabia Saudita è stata inizialmente prudente: il Ministero degli Esteri ha dichiarato che per ora si sarebbe astenuto da ritorsioni, dando al governo iracheno il tempo di prevenire ulteriori attacchi dal suo territorio.

Entro domenica, le immagini satellitari hanno conferito alla chiusura una netta dimensione visiva, mostrando strutture danneggiate dal fuoco e vaste aree annerite attorno a una stazione di pompaggio. I danni hanno rafforzato i timori che le opzioni di esportazione del regno siano limitate da entrambe le direzioni.

A est si trova Hormuz, dove il conflitto regionale ha acuito il rischio per le forniture. A ovest, le forze Houthi sostenute dall’Iran hanno intensificato gli attacchi contro obiettivi sauditi e si sono mosse verso lo Stretto di Bab el-Mandeb, il passaggio obbligato nel sud del Mar Rosso. Ciò lascia Riad di fronte a una cupa ironia: l’oleodotto progettato per sfuggire a un collo di bottiglia marittimo è diventato vulnerabile mentre un altro subisce una pressione crescente. I mercati petroliferi hanno già registrato il pericolo, con il Brent salito sopra i 108 dollari al barile lunedì, dopo aver guadagnato oltre il 20% nel mese precedente.