Storia
settembre 17, 2026

Gli Specs da 2.195 dollari di Snap promettono l'informatica umana, ma devono prima giustificare gli occhialoni

Snap sostiene che gli Specs possano rendere l'informatica più personale anziché più isolante, mentre i primi recensori intravedono lampi di una realtà aumentata condivisa davvero innovativa, offuscati da un prezzo scoraggiante, hardware vistoso e questioni irrisolte su chi ne abbia bisogno.

Snap ha trascorso più di cinque anni a sviluppare occhiali per la realtà aumentata, rilasciando due generazioni precedenti soltanto a un gruppo limitato di sviluppatori. Questo autunno prevede di mettere in vendita i suoi primi Specs per consumatori a 2.195 dollari: una dichiarazione del fatto che l'azienda vede nell'informatica indossata sul viso, e non semplicemente in un'altra app per telefono, la sua prossima piattaforma.

Una prima sessione di prova pratica ha mostrato perché Snap resta impegnata nel progetto. Un recensore ha giocato a domino virtuale su un tavolo reale con un altro utilizzatore di Specs, pizzicando e posizionando tessere digitali in una visualizzazione condivisa. L'esperienza è stata descritta come diversa da altri visori o occhiali intelligenti perché creava «un'esperienza digitale condivisa» con una persona fisicamente presente. Ma lo stesso test ha sollevato una preoccupazione diretta: le grandi montature nere sono impossibili da scambiare per normali occhiali, e non era chiaro se l'hardware fosse pronto per l'uso quotidiano.

La sfida si è intensificata dopo la precedente presentazione degli Specs, che ha attirato scherno online per il loro prezzo di circa 2.200 dollari e l'aspetto simile a una maschera da sub, insieme a un calo delle azioni di Snap. Questa settimana a Los Angeles, l'azienda ha risposto ampliando il ruolo del prodotto: integrazioni con HBO Max e Spotify, una custodia di ricarica cellulare sostenuta da Verizon e Specs Intelligence, un sistema di «IA anticipatoria» pensato per collegare le app, le routine e i progetti degli utenti.

L'amministratore delegato Evan Spiegel ha presentato questa iniziativa come un rifiuto di un futuro tecnologico in cui l'IA sostituisce le persone. «Rendere le persone irrilevanti non è progresso, e i computer dovrebbero renderci più importanti, non meno», ha detto.

Snap sta inoltre cercando di attirare i datori di lavoro attraverso Specs for Enterprise, con partner tra cui Amazon, Salesforce e Nvidia, proponendo gli occhiali per compiti come le riparazioni IT. Questo potrebbe offrire un mercato iniziale più chiaro rispetto ai consumatori, sostengono i critici: gli strumenti di produttività basati sull'IA non richiedono gli occhiali, e le dimostrazioni — dall'allenamento di basket in AR alla manutenzione sul posto di lavoro — lasciano ancora sospesa la domanda centrale. Una AR condivisa d'impatto può superare un design ingombrante, un prezzo premium e un'utilità quotidiana incerta? È previsto un pop-up a Los Angeles per ottobre, prima della finestra di spedizione autunnale.