Storia
settembre 17, 2026
Instinct e Muse di Meta avvicinano gli agenti IA al telefono
Instinct e Meta vedono negli agenti che chiamano le aziende il prossimo salto pratico per l'IA rivolta ai consumatori, mentre gli osservatori del retail sostengono che la visione più ambiziosa — bot che acquistano e gestiscono servizi in modo indipendente — debba ancora superare una dura prova di affidabilità, fiducia e resistenza commerciale.
Gli agenti IA basati sul testo hanno trascorso mesi promettendo di agire anziché limitarsi a rispondere. Ora Instinct e Muse di Meta, appena lanciato, stanno sottoponendo questa promessa a una prova più tradizionale: il telefono.
Il fondatore di Instinct Noah Shinn ha annunciato che il nuovo Instinct Concierge della startup può chiamare le aziende per prenotare ristoranti senza prenotazioni online, inserirsi nella lista delle disdette di un dentista o risolvere una controversia su una bolletta via cavo. La funzionalità è inizialmente disponibile per un gruppo limitato con accesso anticipato, con un rilascio più ampio previsto. Meta, nel frattempo, ha aggiunto la capacità per Muse di effettuare chiamate ad aziende statunitensi, inizialmente per gli utenti che lo richiedono esplicitamente. I due lanci eliminano un vantaggio nelle chiamate che altri rivali nel settore degli agenti avevano promosso e pongono i due prodotti di alto profilo su basi più paritarie.1
Le mosse seguono una rapida espansione di ciò che Instinct afferma che il suo assistente possa gestire. La scorsa settimana ha introdotto indirizzi email per l'iscrizione e la gestione degli account, oltre a una rete fidata che consente agli assistenti di coordinarsi con gli assistenti di altri utenti. L'entusiasmo degli investitori è seguito: Instinct ha recentemente raccolto 350 milioni di dollari con una valutazione di 2,5 miliardi di dollari e, secondo quanto riportato, sta discutendo un round molto più ampio, mentre Muse ha registrato oltre 730.000 download negli Stati Uniti poco dopo il lancio.
Ma la funzionalità telefonica è anche un'anteprima della battaglia più ampia — e più caotica — del commercio agentico. Instinct e Muse promettono aiuto con la spesa, i voli e altre transazioni che potrebbero spostare gli acquisti dai siti web dei rivenditori. Jason Del Rey, giornalista specializzato nel retail, osserva che i precedenti tentativi di checkout con IA hanno inciampato: Walmart ha dichiarato che la conversione per Instant Checkout di OpenAI era «terribile», mentre i dati sui prodotti in tempo reale, le difese anti-bot e l'ostilità dei rivenditori restano ostacoli importanti.
Ci sono già segnali di allarme. Gli utenti hanno segnalato una gestione maldestra dei rimborsi da parte di Instinct e la perdita di un account per prenotazioni al ristorante dopo che l'agente ha contattato ripetutamente Resy. I rivenditori, soprattutto Amazon, hanno motivo di resistere ad agenti che potrebbero ridurli a invisibili canali di evasione degli ordini; Amazon sta limitando l'accesso ai bot, trattenendo dati sui prezzi aggiornati e sviluppando più strumenti IA all'interno del proprio ecosistema. Gli agenti potrebbero ora essere in grado di chiamare, ma guadagnarsi il diritto di effettuare transazioni in autonomia è un'altra questione.2