Storia
settembre 20, 2026
La celebrazione dell’IA di Canva interrotta da un monito di catastrofe
L’evento di Canva doveva mostrare le promesse dell’IA, ma un’attivista lo ha trasformato in un monito su potere, responsabilità e costo umano della tecnologia.
L’evento di Canva a Londra è iniziato come una celebrazione dei suoi strumenti di IA, parte della spinta dell’azienda a mettere le capacità di progettazione automatizzata davanti a un maggior numero di utenti.
L’atmosfera è cambiata quando un’attivista ha interrotto l’incontro. La sua obiezione non era una puntualizzazione tecnica su una funzionalità del prodotto; era una critica generale alle persone che sviluppano e promuovono l’IA generativa. L’interruzione ha presentato la tecnologia come qualcosa sottratto alle persone anziché creato per loro — un argomento racchiuso nella descrizione della protesta: “L’IA ruba alle persone.”1
Ha poi reso più netto il monito, tracciando una cupa linea tra incompetenza e intenzione. “Nello scenario migliore, gli uomini che gestiscono questa tecnologia sono completamente incompetenti. Nello scenario peggiore, siamo tutti condotti verso un disastro.”2
Quell’intervento andava direttamente contro lo scopo dell’evento. Mentre Canva presentava l’IA come uno strumento di progettazione da celebrare, l’attivista ha descritto la più ampia corsa alla sua implementazione come sconsiderata — e potenzialmente dannosa. La sua critica prendeva di mira anche l’output dei sistemi, condannando quella che ha descritto come una spinta a inondare il mondo di “orribili volantini generati dall’IA.”2
Il confronto non è durato. Alla fine è stata accompagnata fuori dall’edificio, ponendo fine all’interruzione ma lasciando irrisolte le visioni contrapposte: da una parte l’IA come strumento creativo accessibile, dall’altra l’IA come industria che avanza senza competenza o consenso adeguati.2