Storia
settembre 26, 2026

Trump e Xi mettono in scena un vertice, ma lasciano irrisolti gli accordi più difficili

Trump e i suoi sostenitori hanno presentato la diplomazia personale con Xi Jinping come una gestione essenziale delle crisi tra superpotenze rivali, mentre i critici sostengono che cordialità e cerimonia non possano sostituire impegni chiari sulle questioni che alimentano la rivalità tra Stati Uniti e Cina. Nel frattempo, Pechino ha enfatizzato la cooperazione e il controllo umano dell'IA senza fornire dettagli pubblici sulle controversie più difficili.

Nelle ore precedenti all'arrivo di Xi Jinping, Donald Trump ha segnalato che l'intelligenza artificiale — o, nella sua formulazione preferita, la «Super Intelligenza» — sarebbe stata al centro dei colloqui, affermando al contempo di voler lasciare lo sviluppo della tecnologia sostanzialmente al punto in cui si trovava. Il resoconto di Pechino ha poi assunto un tono più cooperativo: Xi ha dichiarato che i due Paesi potevano competere ma anche cooperare, continuare a discutere dei rischi e dei benefici dell'IA e prevenirne l'uso improprio.

La visita si è quindi svolta secondo i canoni di un'occasione di Stato. Trump ha ospitato Xi a una cena alla Casa Bianca affollata di leader tecnologici, tra cui Elon Musk, Jensen Huang, Sam Altman e Tim Cook; Musk ha rilanciato su X uno scorcio dietro le quinte dell'evento. La dimostrazione ha sottolineato quanto l'IA sia diventata centrale nella relazione — e quanto poco entrambi i governi abbiano definito pubblicamente su controlli alle esportazioni, norme di sicurezza o un proposto canale di comunicazione d'emergenza.

Dopo quasi due giorni di incontri, Trump ha definito il vertice «formidabile» e ha affermato che le potenze avevano compiuto «grandi progressi»; Xi ha detto che avevano aggiunto «nuovi contenuti» alla relazione. Eppure, il resoconto pubblico ha offerto scarse svolte politiche su IA, Taiwan o Iran. Il passo concreto più chiaro è stato una proroga di due mesi della tregua commerciale che sarebbe scaduta a novembre, senza dettagli divulgati sugli acquisti agricoli o su altri benefici economici promessi.

Questo divario alimenta le interpretazioni contrastanti. I sostenitori sostengono che l'incontro stesso abbia importanza: David Sacks ha condiviso l'argomento secondo cui il dialogo tra «le DUE SUPERPOTENZE» è vitale, richiamando il rapporto Kennedy-Krusciov durante la crisi dei missili di Cuba. I critici ribattono che l'enfasi di Trump sul rapporto personale rischia di scambiare l'atmosfera per strategia. Julian Gewirtz, ex funzionario del Consiglio per la sicurezza nazionale di Biden responsabile della Cina, ha affermato che Trump aveva ridotto la «vasta sfida» della relazione ai suoi legami personali con Xi, apparendo al contempo indifferente allo sforzo di Pechino di trasformare la stabilità odierna in futuri vincoli alla politica statunitense.

Su Taiwan, secondo quanto riferito, Xi ha fatto pressione su Trump affinché si opponesse all'indipendenza; non è emersa alcuna concessione pubblica degli Stati Uniti. I leader dovrebbero incontrarsi di nuovo più avanti quest'anno, lasciando irrisolta la questione centrale del vertice: se il tono più cordiale diventerà un meccanismo duraturo — o soltanto una pausa in una rivalità che nessuna delle due parti ha ridotto in modo significativo.