Storia
settembre 27, 2026

Papa Leone afferma che l’IA deve servire l’umanità, non costruire un «paradiso delle macchine»

Papa Leone XIV presenta il boom dell’IA come una prova per stabilire se l’innovazione resti responsabile nei confronti della dignità umana, esortando al contempo i leader politici e le aziende tecnologiche a considerare la regolamentazione e il giudizio etico come salvaguardie anziché ostacoli.

Papa Leone XIV ha aperto venerdì la sua visita di quattro giorni in Francia con un avvertimento rivolto direttamente all’era dell’intelligenza artificiale: il progresso tecnologico, ha sostenuto, non può essere autorizzato a ridefinire il valore della vita umana.

Dopo essere arrivato a Parigi da Roma, Leone si è rivolto al presidente Emmanuel Macron e ai diplomatici al Palazzo dell’Eliseo. Sullo sfondo delle guerre in Europa e in Medio Oriente, ha anche respinto la deterrenza nucleare definendola «sbagliata», affermando che sta alimentando una nuova corsa agli armamenti. «La pace non è un equilibrio di potere; piuttosto, si costruisce giorno dopo giorno attraverso il dialogo e la giustizia», ha detto.

La sua preoccupazione più forte, tuttavia, era il rischio di cedere il giudizio morale alle macchine. La Francia, ha detto, dovrebbe attingere alle proprie radici cristiane e alla tradizione dei diritti umani mentre affronta i progressi scientifici. «Se vogliamo evitare di perdere la nostra umanità in mezzo a un “paradiso delle macchine” che invade e condiziona la nostra vita quotidiana, c’è un urgente bisogno di educazione al discernimento etico», ha detto Leone.

L’appello assume un peso particolare in un Paese in cui la laicità ha limitato l’influenza della Chiesa sui dibattiti etici, compresi l’aborto e il fine vita assistito. Macron, i cui indici di approvazione sono vicini ai minimi storici con sette mesi rimanenti in carica, ha accolto la visita del papa come una fonte di speranza e ha sottolineato l’impegno della Francia per la pace, il multilateralismo e l’eguale valore di ogni essere umano.

Più tardi all’UNESCO, Leone ha ampliato l’argomentazione contro un’IA priva di controlli, avvertendo che la tecnologia può amplificare la disinformazione. «Senza verità, il linguaggio diventa soggetto alla logica della violenza e alla volontà arbitraria dei potenti», ha detto.

La posizione di Leone non è un rifiuto dell’IA in sé. Durante il volo per Parigi, ha affermato che alcune aziende tecnologiche sembravano aperte a garantire che l’IA non «soppianti o infine distrugga l’umanità», ma rimanga invece «uno strumento per gli esseri umani». La sfida che descrive non è dunque tra macchine e persone, bensì se governi e sviluppatori possano imporre finalità umane a una tecnologia che avanza più rapidamente delle regole pubbliche.