Storia
settembre 27, 2026
Gates vuole paletti per l'IA, ma i critici temono un freno al progresso
Gates sostiene che l'immensa promessa dell'IA richieda ora una supervisione pubblica prima che attori malintenzionati la sfruttino, mentre i critici di limiti radicali avvertono che considerare la sicurezza un motivo per fermare lo sviluppo potrebbe costare all'Occidente il suo vantaggio tecnologico.
La svolta di Gates si è delineata da agosto, quando il cofondatore di Microsoft ha affermato che il mondo non disponeva di un piano per impiegare l'IA in sicurezza e ha scritto che potrebbe sostenere un credibile sforzo globale per rallentare i progressi. Ha avvertito di imminenti «sconvolgimenti sociali, politici ed economici» se la preparazione non riuscirà a tenere il passo.1
Questa preoccupazione si è acuita negli estratti diffusi prima della sua intervista a Meet the Press. Gates ha affermato che l'IA è «certamente abbastanza potente da innescare eventi che, sapete, causano un miliardo di morti», in particolare se abbinata a persone che agiscono in malafede.2 La sua prescrizione non è una sospensione totale: le forze dell'ordine e i politici, ha detto, devono contribuire a definire le misure di sicurezza e il monitoraggio — un requisito che, secondo lui, aumenterebbe i costi operativi del settore senza provocare «un rallentamento drastico» dello sviluppo.3
Gates si unisce a un più ampio schieramento favorevole alla sicurezza che include l'amministratore delegato di Anthropic Dario Amodei, il cui appello a scandire il ritmo dello sviluppo dell'IA di frontiera ha ottenuto il sostegno di Elon Musk e Sam Altman di OpenAI. Musk ha da tempo inquadrato la questione in termini esistenziali; un recente repost dal suo account ha ribadito i suoi precedenti avvertimenti secondo cui l'IA potrebbe essere più pericolosa delle armi nucleari e potrebbe produrre esiti catastrofici.
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Ma il dibattito sui paletti è anche un dibattito su chi tiene il freno. L'amministratore delegato di Microsoft Satya Nadella ha esortato le aziende a fermarsi quando incontrano un vero «ostacolo insormontabile», privilegiando la responsabilità aziendale rispetto a un regime regolatorio totale.1 Il presidente Donald Trump, nel frattempo, ha mostrato scarso interesse nel regolamentare il settore, pur proponendo una «AI Force» per sorvegliare le aziende.1
Le critiche più forti descrivono la stessa moderazione come un rischio strategico. David Sacks ha rilanciato un paragone tra il vietare l'IA e il divieto di costruire navi imposto da un imperatore cinese — un avvertimento che le nazioni che si allontanano da una tecnologia trasformativa potrebbero cedere il proprio vantaggio.
5 La posizione di Gates occupa la più ristretta via di mezzo: non fermare l'IA, ma non lasciare che i suoi costruttori controllino da soli una tecnologia che egli ritiene potrebbe essere usata in modo catastrofico.