Storia
settembre 29, 2026
Gates afferma che le promesse dell’IA non rispondono al rischio di un miliardo di morti
Gates sostiene che i rischi dell’IA siano diventati troppo gravi per essere lasciati alle sole aziende, mentre il fronte favorevole all’innovazione avverte che cercare di fermare la tecnologia potrebbe ripetere storici errori di declino autoimposto.
L’avvertimento di Bill Gates non è arrivato come un rifiuto totale dell’intelligenza artificiale. Ha segnato una svolta più netta da parte di uno degli ottimisti più noti del settore tecnologico: l’IA, sostiene ora, può essere trasformativa, ma la sua diffusione sta procedendo più rapidamente della capacità del mondo di contenerne gli usi peggiori.
In un saggio di agosto, Gates ha affermato che non esisteva un piano credibile per implementare l’IA in sicurezza nel contesto delle imminenti perturbazioni sociali, politiche ed economiche. Ha scritto che sosterrebbe un rallentamento globale se potesse essere attuato in modo credibile.1
Questa preoccupazione si è intensificata in una clip pubblicata giovedì, in vista della sua intervista integrale a Meet the Press. Gates ha avvertito che «l’IA è certamente abbastanza potente da innescare eventi che causano un miliardo di morti», concentrandosi sulla prospettiva che malintenzionati possano ottenere accesso a strumenti sofisticati.1 La preoccupazione non è puramente ipotetica nel dibattito dell’industria stessa sulla sicurezza: Anthropic ha descritto soggetti che usano l’IA per pianificare attacchi con droni e svolgere pericolose ricerche biologiche.1
La prescrizione di Gates è diretta: il governo non può restare spettatore. «Servono le forze dell’ordine e i politici nella discussione su come debbano essere le misure di salvaguardia e il monitoraggio», ha detto.1 La sua argomentazione è in linea con gli appelli dell’amministratore delegato di Anthropic, Dario Amodei, a una regolamentazione che scandisca il ritmo dello sviluppo dell’IA di frontiera, sebbene Washington abbia mostrato scarso interesse per un rallentamento generalizzato.1
L’istinto opposto è visibile in un retweet di David Sacks, che ha rilanciato un paragone tra il divieto dell’IA e il presunto divieto di costruzione navale imposto da un imperatore cinese: un monito sul fatto che la limitazione tecnologica possa lasciare indietro le società.
2 L’amministratore delegato di Microsoft Satya Nadella ha assunto una posizione intermedia, esortando le aziende a fermarsi quando riscontrano un «ostacolo insormontabile», anziché sostenere controlli esterni generalizzati.1
La divisione, dunque, non riguarda la necessità o meno di protezioni per l’IA. Riguarda chi le applica, con quale rapidità e se la paura di una catastrofe giustifichi il rallentamento di una tecnologia strategica prima che la catastrofe si verifichi.