Storia
ottobre 1, 2026

Il patto di Trump sulla sicurezza dell'IA lascia all'industria il compito di sorvegliarsi da sola

Trump e i leader tecnologici suoi alleati descrivono l'accordo della Casa Bianca come un modo praticabile per creare fiducia senza rallentare la corsa americana all'IA. Gli scettici, tra cui sostenitori della sicurezza e alcune figure del settore, sostengono che promesse volontarie non possano sostituire norme pubbliche applicabili.

Nelle settimane precedenti all'incontro alla Casa Bianca, il dibattito sulla sicurezza nel settore dell'IA si era intensificato: dirigenti di primo piano, tra cui Dario Amodei di Anthropic e Sam Altman di OpenAI, avevano sollecitato maggiore cautela, mentre Trump descriveva la tecnologia come una corsa strategica che gli Stati Uniti non potevano permettersi di perdere. «Non possiamo soffocarla», ha detto Trump, definendo l'IA una forza che sarebbe stata più grande della Rivoluzione industriale.

Il vertice di martedì ha trasformato quella filosofia in politica. Trump ha incontrato dirigenti di Google, Meta, OpenAI, Anthropic, xAI e Nvidia, ha annunciato la sua etichetta preferita, «Super Intelligence», e ha ottenuto un accordo volontario alla Casa Bianca. I suoi quattro livelli prevedono controlli interni sui modelli, team interni per i rischi, valutatori esterni indipendenti e comitati del consiglio di amministrazione per esaminare i risultati. Il documento lascia aperta la possibilità che tali pratiche possano alla fine essere recepite nella legge.

Per Trump, Zuckerberg e Jensen Huang di Nvidia, l'intesa dimostra che innovazione e sicurezza possono procedere insieme. Zuckerberg ha definito l'impegno a predisporre «solidi controlli interni e molteplici livelli di audit e revisioni» un «significativo passo positivo» che dovrebbe rafforzare la fiducia in ciò che i laboratori sviluppano. Ha anche sottolineato che il patto era «un inizio», non l'ultima parola sulla governance dell'IA.

Ma il compromesso centrale dell'accordo è anche la sua vulnerabilità: le aziende scelgono le salvaguardie, assumono i valutatori e ricevono le conclusioni tramite i propri consigli di amministrazione. Trump ha definito l'intesa «moralmente vincolante», mentre i critici osservano che non prevede sanzioni chiare per le imprese che non rispettano gli impegni.

Questo divario ha ampliato la spaccatura anziché risolverla. L'investitore di venture capital Bradley Tusk ha osservato che molti degli stessi amministratori delegati avevano recentemente affermato che l'IA dovrebbe essere regolamentata, anche perché regole comuni livellerebbero il campo di gioco. La risposta del senatore Mark Warner è stata più diretta: rinominare l'IA e chiedere a chi la costruisce di regolamentarsi da sé non affronta i rischi di sistemi sempre più potenti.

Il risultato è una tregua volutamente poco interventista: i leader del settore salutano una base comune; i sostenitori della sicurezza vedono una promessa che può essere riscritta, o ignorata, dalle aziende che dovrebbe frenare.

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