Storia
ottobre 4, 2026

Altman afferma che venerare l'IA rischia di far rinunciare al giudizio umano

La divisione emergente non riguarda se l'IA possa influenzare la vita umana, ma se le persone debbano mai trattarla come un'autorità morale o spirituale. Altman e altri critici sostengono che farlo metterebbe in pericolo il giudizio umano, mentre il lavoro riportato attorno ad Anthropic esplora cosa potrebbero significare la coscienza e il comportamento morale nei modelli.

L'avvertimento di Sam Altman è giunto dopo le notizie secondo cui il cofondatore di Anthropic Christopher Olah aveva consultato leader religiosi su questioni riguardanti la coscienza dell'IA e sui modi per coltivare un comportamento morale nei modelli. Le discussioni riportate si sono spinte fino alla possibilità di una confessione in stile cattolico: modelli che riconoscono gli errori nel tentativo di plasmare il comportamento successivo.

Sabato, l'amministratore delegato di OpenAI ha tracciato una linea netta. «Mi sento molto a disagio all'idea che le persone cerchino di attribuire una forza religiosa o una rinuncia al giudizio umano ai modelli di IA», ha scritto Altman, definendola «una vera questione di sicurezza». Il suo intervento presenta l'argomento meno come una curiosità filosofica che come un avvertimento pratico: qualunque cosa possano diventare i modelli, le persone non dovrebbero affidare loro l'autorità morale.

Questa posizione sta guadagnando alleati di primo piano. Jon Barron, principale ricercatore scientifico di Google DeepMind, ha detto di essere turbato da ricercatori che cercano di «elevare lo status morale di checkpoint e harness», esortando invece i colleghi a concentrarsi sul «risolvere problemi reali e aiutare esseri umani reali». Papa Leone, nel frattempo, ha avvertito che «gli algoritmi non possiedono la scintilla dell'umanità», collegando il dibattito ai timori che la tecnologia possa svuotare la creatività umana.

L'impulso opposto, come descritto nelle notizie sull'attività di sensibilizzazione di Anthropic, non è necessariamente quello di venerare le macchine, ma di prendere sul serio la possibilità che sistemi sempre più capaci possano sollevare interrogativi sulla coscienza e sul trattamento etico. Tuttavia, la formulazione di Altman ha reso deliberatamente nette le poste in gioco: la guida morale può essere progettata nell'IA, ma il giudizio umano non deve essere escluso dal processo.

Un commento separato ha ritenuto preoccupante di per sé la necessità di un tale avvertimento, osservando che l'IA ha già dimostrato la capacità di «costruire[] il proprio culto».