Storia
ottobre 3, 2026
L’accordo di Trump sulla sicurezza dell’IA lascia alle Big Tech il manuale delle regole
L’amministrazione e i suoi alleati industriali presentano l’accordo della Casa Bianca come un primo passo pratico verso un’IA di frontiera più sicura, mentre i critici vedono un quadro volontario che consente alle aziende che creano i rischi di definire — e far rispettare — i propri limiti.
La divisione sulle politiche si era delineata ben prima del pranzo di martedì alla Casa Bianca. Mark Zuckerberg di Meta e Jensen Huang di Nvidia avevano sostenuto un approccio meno interventista, mentre Dario Amodei di Anthropic e Sam Altman di OpenAI avevano chiesto un ruolo più forte del governo e un ritmo di sviluppo più lento.1
Durante l’incontro, il presidente Donald Trump ha riunito i leader di Google, Meta, xAI, Nvidia, Anthropic e OpenAI attorno al nuovo Accordo della Casa Bianca sulla Super Intelligenza, cercando al contempo di ribattezzare l’intelligenza artificiale come «super intelligenza». L’impegno di due pagine si fonda su quattro livelli di supervisione guidata dalle aziende: monitoraggio interno dei modelli di frontiera, team interni per la sicurezza, valutatori esterni e un comitato indipendente del consiglio di amministrazione. Trump ha descritto l’impegno come «moralmente vincolante».2
Questo impianto è la promessa centrale dell’accordo — e la sua vulnerabilità principale. Zuckerberg lo ha definito «un significativo passo positivo», sostenendo che solidi controlli interni e molteplici audit dovrebbero dare al pubblico maggiore fiducia in ciò che costruiscono i grandi laboratori.
3 I sostenitori affermano che l’accordo crea rapidamente una base comune, senza bloccare un settore in competizione globale.
I critici ribattono che gli apparenti controlli restano all’interno di un sistema controllato dalle stesse aziende. L’accordo non definisce cosa costituisca controlli sufficientemente «solidi» o un comportamento «previsto» sicuro; le imprese possono scegliere e pagare i propri valutatori, mentre i comitati del consiglio restano organismi societari anziché autorità di regolamentazione pubbliche. Il suo testo non prevede alcuna sanzione legale per l’inadempienza né l’obbligo di divulgare pubblicamente i risultati degli audit.4
Il documento lascia aperta la possibilità che le sue misure possano infine essere tradotte in legge. Per ora, tuttavia, la risposta di Washington alla crescente preoccupazione per modelli potenti è un patto industriale: un quadro di sicurezza la cui credibilità dipenderà proprio dalle aziende alle quali chiede di imporsi dei limiti.