Storia
ottobre 5, 2026

L’allarme peste in Russia si scontra con l’insistenza delle autorità sulla sicurezza della Siberia

L’episodio ha contrapposto le allarmanti prime ricostruzioni di una possibile morte per peste legata al laboratorio all’insistenza di Mosca sul fatto che il rischio di un focolaio sia contenuto, con le autorità sanitarie internazionali che considerano l’incertezza — non una diffusione più ampia confermata — la preoccupazione centrale.

Le notizie dell’incidente sono iniziate dopo che Darya Shipilova, ricercatrice presso l’Istituto di ricerca antipeste di Irkutsk a Shelekhov, si è ammalata di una grave polmonite ed è morta nella notte tra il 1° e il 2 ottobre. Le prime ricostruzioni, non confermate, sostenevano che avesse rotto una provetta contenente Yersinia pestis alcuni giorni prima. Il leader regionale Alexey Tsydenov aveva inizialmente affermato che era morta di peste, per poi attenuare tale valutazione dichiarando che era morta «forse» della malattia.

La risposta è stata comunque significativa. Circa 189 persone sono state poste sotto osservazione medica, mentre le notizie descrivevano quarantene ospedaliere e decine di persone in isolamento. La precauzione riflette la particolare preoccupazione per la peste polmonare, che può diffondersi attraverso stretti contatti respiratori, sebbene sia curabile con antibiotici e non sia considerata altamente infettiva in contesti informali.

Le autorità russe hanno respinto l’interpretazione più drammatica. Rospotrebnadzor ha dichiarato che alla dipendente era stata diagnosticata una «polmonite di eziologia sconosciuta», ha descritto come stabile la situazione a Irkutsk e Shelekhov e ha affermato che i test ampliati non hanno rilevato microrganismi collegati al suo lavoro professionale. Anche l’ex capo dell’agenzia Gennady Onishchenko ha affermato che l’infezione «molto probabilmente non è la peste» e ha previsto che non vi sarebbe stata alcuna diffusione.

Queste rassicurazioni non hanno posto fine all’attenzione esterna. L’OMS ha dichiarato di essere a conoscenza delle notizie sulla morte della lavoratrice di laboratorio, di aver offerto sostegno alla Russia e ha sottolineato che la causa non era stata ufficialmente confermata. Ha affermato che tutti i contatti identificati erano monitorati e che nessuno aveva mostrato sintomi; sulla base di informazioni non ufficiali, il rischio per la popolazione generale sembrava basso.

Anche gli Stati Uniti e le autorità europee per le malattie stanno monitorando il caso, mentre il Kirghizistan ha introdotto controlli di quarantena alle frontiere. Per ora, la principale divisione non riguarda se le autorità abbiano agito, ma se la prudente versione ufficiale abbia risposto alle domande sollevate dalle iniziali affermazioni sulla peste.