Storia
ottobre 8, 2026

La FCC valuta di aprire la strada alle robocall politiche basate sull'IA

La disputa emergente riguarda se al discorso politico debba essere concessa maggiore libertà al telefono: i sostenitori di una deroga chiedono norme più flessibili, mentre i critici vedono il rischio di una potenziale ondata di chiamate elettorali alimentate dall'IA poco prima che gli elettori si rechino alle urne.

Il dibattito inizia con una norma adottata dalla Federal Communications Commission nel 2024: le robocall generate dall'IA sono state vietate, sottoponendo le voci sintetiche a restrizioni volte a limitare le chiamate automatizzate indesiderate.

Ora, in vista delle elezioni di metà mandato di novembre, l'agenzia sta valutando se introdurre un'eccezione. Un gruppo conservatore ha chiesto alla FCC di allentare le sue norme sulle robocall politiche, comprese quelle effettuate con voci generate dall'IA.

La deroga in esame consentirebbe chiamate politiche che utilizzano «una voce artificiale o preregistrata, inclusa una voce generata dall'IA, senza ottenere un previo consenso esplicito», secondo quanto riportato sulla proposta. Ciò segnerebbe un cambiamento significativo rispetto all'ampio divieto del 2024: anziché considerare le chiamate con voci IA principalmente un problema di tutela dei consumatori, la deroga farebbe spazio alla messaggistica elettorale.

Le due ricostruzioni indicano la stessa posta in gioco immediata. La richiesta non riguarda soltanto le tradizionali comunicazioni preregistrate delle campagne; include esplicitamente le voci sintetiche, una tecnologia che può rendere il contatto automatizzato più economico, più rapido e più difficile da distinguere, per i destinatari, da una persona reale. La preoccupazione riguarda i tempi. Se concessa, la deroga potrebbe produrre un afflusso di chiamate IA prima delle elezioni di metà mandato.

Per il gruppo conservatore che chiede il provvedimento, le restrizioni esistenti della FCC rappresentano l'ostacolo. Per coloro che sono allarmati dalla proposta, l'agenzia rischia di indebolire una tutela adottata di recente proprio mentre le campagne sono pronte a intensificare i contatti con gli elettori. La decisione della commissione stabilirà se il divieto del 2024 rimarrà una barriera solida o diventerà una norma con una rilevante eccezione politica.