Storia
ottobre 9, 2026
Trump definisce “nemici” coloro che resistono all’IA, mentre la Casa Bianca continua a usare il termine
Trump presenta la “super intelligenza” come un’etichetta più accurata e ufficiale e considera la vecchia terminologia come opposizione; i siti web e le definizioni della stessa amministrazione mostrano quanto sia difficile imporre questo rebranding.
La campagna di Trump per rinominare l’intelligenza artificiale è passata da un esercizio di branding a una prova di lealtà — e il governo federale fatica già a conformarsi.
Le basi sono state gettate a settembre, quando Trump ha emanato un ordine esecutivo che imponeva alle agenzie di privilegiare “Super Intelligence”, o SI, rispetto ad AI nelle comunicazioni ufficiali. L’ordine non stabiliva sanzioni per l’uso del termine precedente e definiva la “Super Intelligence” attraverso l’attuale definizione giuridica federale di intelligenza artificiale. Dopo il discorso di Trump alle Nazioni Unite del 22 settembre, il Dipartimento di Stato ha istruito i diplomatici ad adottare l’etichetta preferita.1
Giovedì, Trump ha inasprito la retorica. “La Casa Bianca considera chiunque usi il termine ‘Artificial Intelligence’, anziché il nuovo termine altamente accettato e più accurato, ‘Super Intelligence’, IL NEMICO!”, ha scritto su Truth Social.1
Le azioni dell’amministrazione raccontano una storia meno lineare. La Casa Bianca ha modificato la visualizzazione su AI.gov affinché mostrasse “SI.gov” a caratteri grandi, ma l’indirizzo stesso è rimasto AI.gov; digitando SI.gov si arrivava a una pagina di errore. Anche il sito dell’Office of Science and Technology Policy continuava a fare riferimento all’“artificial intelligence”.1
Persino il chatbot del governo rifletteva la divisione. Interrogato sull’IA, il bot di America.gov ha risposto che il ramo esecutivo usa “Super Intelligence (SI) per questo argomento, non il termine più vecchio da lei usato”.1
La posizione di Trump è chiara: SI è il nuovo linguaggio ufficiale. Eppure l’uso continuativo di AI nell’infrastruttura della Casa Bianca — e nella stessa definizione giuridica su cui si fonda il suo ordine — evidenzia il divario tra un rebranding presidenziale e il vocabolario radicato in tutto il governo e nell’industria tecnologica.1