Storia
ottobre 10, 2026
L’affermazione di OpenAI su ricavi da 70 miliardi di dollari si scontra con le clausole in piccolo
La cifra più bassa relativa al ritmo dei ricavi di OpenAI riflette una discrepanza contabile piuttosto che un semplice crollo delle vendite, ma investitori e mercati stanno trattando la correzione come un avvertimento sul modo in cui viene presentata in modo aggressivo la storia di crescita del boom dell’IA.
A settembre, i ricavi annualizzati dichiarati di OpenAI, pari a 70 miliardi di dollari, si sono rapidamente diffusi sul mercato come prova che l’azienda si stesse avvicinando alla scala di Anthropic. Ma quel numero non era la voce di ricavo standard di OpenAI: era un tentativo guidato dagli investitori di rendere comparabili i due rivali, utilizzando il trattamento riservato da Anthropic alle vendite tramite partner cloud.1
La distinzione è tecnica, ma rilevante. Secondo l’approccio descritto dalla professoressa di contabilità Francine McKenna, Anthropic può registrare l’intero valore di una vendita effettuata tramite un fornitore cloud e poi contabilizzare la quota del fornitore come costo. OpenAI registra solo la propria quota di determinate transazioni con partner. Entrambi i metodi possono essere conformi ai GAAP; il disaccordo dipende da chi controlla il rapporto con il cliente e fornisce il servizio.1
Alla fine del mese scorso, i ricavi annualizzati di OpenAI erano invece “circa 50 miliardi di dollari,” in aumento rispetto a circa 28 miliardi di dollari alla fine di giugno, secondo un portavoce di OpenAI. La cifra segnala comunque una crescita notevole, ma è inferiore di 20 miliardi di dollari rispetto al numero in primo piano che aveva contribuito ad alimentare i confronti con Anthropic.2
Quella precisazione è stata accolta male in un mercato che già chiedeva prove che gli enormi investimenti nell’IA possano tradursi in rendimenti duraturi. Le azioni tecnologiche esposte al settore sono scese dopo l’aggiornamento sui ricavi, mentre gli investitori si confrontavano con la possibilità che le metriche più accattivanti del settore possano dipendere tanto dalla presentazione quanto dalle vendite sottostanti.2
La pressione è particolarmente acuta per OpenAI, che sta cercando di giustificare enormi esigenze di capitale dopo aver raccolto 122 miliardi di dollari in un round di finanziamento di marzo. I suoi dati finanziari del 2025 trapelati avrebbero mostrato circa 13 miliardi di dollari di ricavi a fronte di spese molto più elevate, mentre una IPO un tempo prevista sarebbe slittata all’inizio del 2027.3
Per ora, il ritmo di ricavi di 50 miliardi di dollari resta formidabile. Eppure, l’episodio sottolinea la domanda più difficile che gli investitori non possono eliminare annualizzando: quanta parte della folgorante narrativa sui ricavi dell’IA resisterà agli standard di informativa più rigorosi e meno indulgenti dei mercati pubblici?