Storia
14 ott 2026

L’emergenza informatica del Giappone mette in luce i punti deboli che l’IA può sfruttare

I funzionari giapponesi vedono un urgente problema di sicurezza nazionale mentre gli attacchi informatici si diffondono tra i servizi essenziali, mentre gli esperti di sicurezza sostengono che il fattore immediato sia più ordinario: criminali che sfruttano debolezze trascurate da tempo, con l’IA che ora rende il loro lavoro più rapido e più convincente.

L’ultima ondata di ransomware in Giappone ha trasformato una preoccupazione di lunga data per la sicurezza informatica in un’interruzione nazionale visibile. Nelle ultime settimane, gli hacker hanno manomesso server, reso inaccessibili i siti web delle amministrazioni locali e ottenuto accesso a grandi archivi di dati dei consumatori. Masaaki Taira, ex ministro del digitale che guida la commissione sulla cybersicurezza del Partito Liberal Democratico al governo, l’ha definita “uno stato di emergenza nel cyberspazio.”

La portata è evidente. TrendAI ha registrato 600 attacchi informatici segnalati in Giappone nei primi nove mesi del 2026, più che nell’intero 2025. Nelle ultime due settimane, un’università pubblica ha annullato le lezioni per una settimana dopo un attacco; un’azienda di car sharing ha segnalato la fuga di oltre un milione di documenti personali, comprese foto delle patenti e indirizzi di casa; e un attacco ransomware a un operatore cloud controllato da SoftBank ha interrotto le attività di quasi 500 aziende e amministrazioni locali, tra cui un operatore ferroviario e una sede della polizia.

Per le autorità, il compito immediato è il contenimento: ripristinare i servizi, proteggere i dati personali e rafforzare le difese in tutti i settori. Ma gli esperti mettono in guardia dal considerare l’episodio principalmente come una campagna geopolitica. La loro valutazione è che gli aggressori stiano probabilmente puntando a pagamenti di riscatto o a dati rubati che possono vendere: un assalto economicamente razionale a sistemi lasciati esposti.

L’IA accentua questa minaccia anziché crearla da zero. Gli strumenti automatizzati possono sondare i siti web 24 ore su 24 alla ricerca di vulnerabilità, mentre le traduzioni in giapponese generate dall’IA possono rendere i messaggi di phishing più persuasivi. Katsunari Yoshioka, professore di sicurezza dei sistemi presso l’Università Nazionale di Yokohama, ha avvertito che tali attacchi possono causare “la sospensione o il degrado di sistemi e servizi importanti per la società.”

Lo scontro, quindi, non riguarda se il Giappone affronti una crisi, ma ciò che essa rivela: l’allarme del governo riflette l’ampiezza dell’interruzione, mentre gli specialisti vedono un costoso arretrato di infrastrutture prive di patch, che i criminali dotati di IA possono ora sfruttare più rapidamente.