Storia
16 ott 2026
La Cina valuta ampie restrizioni alle esportazioni di IA mentre si intensifica la corsa tecnologica con gli USA
I controlli proposti dalla Cina sono presentati come una salvaguardia della sicurezza, ma segnalano anche la determinazione di Pechino a mantenere leva sulle tecnologie centrali nella sua rivalità con Washington.
La Cina sta valutando un'ampia espansione dei controlli sulle esportazioni tecnologiche che porrebbe l'intelligenza artificiale al centro di una crescente campagna per la sicurezza nazionale.
La proposta è emersa mentre la Cina ha compiuto progressi visibili nella corsa all'IA, con rilasci come Kimi K3 che sottolineano l'impegno del Paese a colmare il divario con gli sviluppatori statunitensi. Secondo quanto riferito, Pechino sta considerando di inserire 23 tecnologie legate all'IA nella sua lista di controllo delle esportazioni, includendo progetti di chip, agenti di IA, pesi dei modelli e codice sorgente.1
La mossa segnerebbe una svolta significativa in una competizione nella quale la Cina è da tempo destinataria di restrizioni occidentali sui chip avanzati per l'IA e sugli strumenti correlati. Dal punto di vista di Pechino, un controllo più rigoroso sulle capacità sviluppate internamente è un modo per gestire i rischi per la sicurezza — e impedire che competenze strategicamente preziose fluiscano all'estero con l'acuirsi della concorrenza.
Venerdì, le autorità cinesi hanno delineato un pacchetto ancora più ampio: piani per limitare o vietare le esportazioni di 40 tecnologie nei settori dell'IA, dei semiconduttori e dell'energia solare. Le misure sono state esplicitamente collegate a preoccupazioni per la sicurezza nazionale e a una corsa tecnologica sempre più intensa con gli Stati Uniti e altri Paesi.2
Nel loro insieme, le notizie indicano una politica che si estende oltre l'hardware. I controlli sui pesi dei modelli, sul codice sorgente e sugli agenti di IA si addentrerebbero nei livelli del software e della proprietà intellettuale del settore, dove il vantaggio tecnologico può trasferirsi più rapidamente di un chip fisico.
La portata resta poco chiara, compreso quali elementi sarebbero soggetti a un divieto assoluto e quali richiederebbero licenze. Ma la direzione è inequivocabile: mentre Washington cerca di limitare l'accesso della Cina alle tecnologie chiave, Pechino si prepara a usare i controlli sulle esportazioni per proteggere — e sfruttare — le proprie.