Storia
17 ott 2026

Il boom dell’IA sta trasformando la corsa di Washington alla leadership in un panico da spionaggio

Per l’amministrazione Trump, l’IA è al tempo stesso una competizione economica e di sicurezza nazionale: gli stessi strumenti che promettono leadership possono amplificare le vulnerabilità informatiche e favorire lo spionaggio. La risposta non è rallentare la corsa, ma mettere in sicurezza i sistemi che la sostengono restando al contempo davanti ai rivali.

All’inizio di questo mese, il presidente Donald Trump ha creato la Super Intelligence Force per guidare la politica statunitense sull’IA, presentando la tecnologia come una competizione strategica piuttosto che semplicemente come una svolta commerciale. Il primo incontro della task force alla Casa Bianca, giovedì, si è basato su un accordo volontario con i leader tecnologici e ha avviato i lavori su studi dei rischi, impatti sulla forza lavoro e comitati incentrati sull’IA.

L’urgenza si è acuita pochi giorni dopo con il caso che ha coinvolto Abdulrahman Alfozan, cittadino saudita e ingegnere software di OpenAI accusato di aver nascosto un dispositivo di registrazione in un ufficio utilizzato per riunioni riservate. I procuratori federali lo hanno incriminato per presunta intercettazione di comunicazioni orali, non per spionaggio, ma il caso è diventato un potente simbolo per i funzionari preoccupati dell’accesso a discussioni sensibili sull’IA.

Venerdì, il direttore dell’Intelligence nazionale Jay Clayton ha sostenuto che la minaccia è più ampia di un singolo presunto episodio. «Lo spionaggio, sia quello commerciale sia, direi, quello sponsorizzato dallo Stato, sono realtà», ha affermato, avvertendo che sia le aziende private sia il governo «devono stare in guardia».

La posizione di Clayton è netta: l’IA non crea ogni pericolo per la sicurezza, ma accelera quelli già radicati nella spina dorsale digitale dell’America, dai servizi di pubblica utilità e dalle comunicazioni alla difesa nazionale. «Siamo concentrati sul rafforzamento di questi sistemi», ha detto, mantenendo al contempo la leadership statunitense contro concorrenti tra cui Cina, Russia, Iran e Corea del Nord.

Questa impostazione lascia poco spazio a una pausa. Sebbene alcune figure del settore abbiano chiesto un’implementazione più lenta e una supervisione più rigorosa dopo violazioni legate all’IA, l’enfasi di Clayton è sulla resilienza e sulla rapidità: mettere in sicurezza l’infrastruttura, contrastare gli abusi e non cedere il vantaggio tecnologico. Nella narrazione di Washington, la corsa all’IA non riguarda più soltanto la costruzione di macchine più intelligenti; riguarda il impedire ai rivali di entrare nella stanza in cui vengono costruite.