Storia
18 ott 2026
Il rallentamento di Starlink in Ucraina diventa una disputa su chi abbia azionato l’interruttore
L’Ucraina considera il rallentamento satellitare una pericolosa limitazione delle proprie difese, mentre Musk e i funzionari dell’amministrazione Trump respingono l’affermazione che SpaceX abbia agito autonomamente e attribuiscono agli Stati Uniti la responsabilità di Starshield.
La disputa dell’Ucraina sulla connettività satellitare è iniziata con le notizie secondo cui i terminali Starlink usati in movimento erano stati rallentati senza preavviso. Serhii Beskrestnov, consigliere per le tecnologie della difesa del presidente Volodymyr Zelenskyy, ha affermato che la restrizione ha compromesso le missioni in un momento di rinnovati attacchi russi, comprese operazioni che coinvolgevano droni intercettori usati contro gli attacchi Shahed.1
L’allarme di Kyiv è aumentato quando Zelenskyy ha descritto i limiti come un’«operazione pianificata» e ha affermato che all’Ucraina era stato anche bloccato l’accesso all’intelligence statunitense per un periodo. La disputa non era meramente tecnica: l’Ucraina considera affidabili collegamenti satellitari un’infrastruttura del campo di battaglia, mentre Washington e Musk descrivono il servizio interessato come un sistema soggetto all’autorità militare degli Stati Uniti.2
La posizione di Musk era esplicita. Starshield, la rete di livello militare, è «di proprietà e sotto il controllo del governo degli Stati Uniti», ha detto, aggiungendo che i limiti di velocità o di utilizzo sono decisi dall’esercito statunitense e, in ultima istanza, dal presidente. L’ha contrapposta a Starlink commerciale, che SpaceX controlla e che, secondo l’azienda, è limitata all’uso civile o difensivo.
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Quella spiegazione ha spostato la pressione politica verso la Casa Bianca, ma i funzionari statunitensi hanno respinto le accuse. Il segretario al Tesoro Scott Bessent ha dichiarato che il presidente Donald Trump e il segretario di Stato Marco Rubio hanno «categoricamente affermato» che nessuno nell’amministrazione aveva ordinato una simile mossa, definendo sconsiderata l’accusa di Zelenskyy. Anche Trump ha detto di non sapere chi fosse responsabile e ha sostenuto che il servizio funzionasse come prima.4
C’è stata una parziale tregua: l’ex ministro della Difesa Mykhailo Fedorov ha affermato che la connettività a velocità fino a 160 km/h era stata ripristinata, avvertendo però che restava cruciale rimuovere del tutto il limite di Starshield. Il risultato è uno scontro netto: l’Ucraina afferma che una capacità difensiva vitale è stata compromessa; Musk sostiene che Washington detenga l’interruttore; Washington nega di averlo azionato.1