Storia
20 ott 2026

Il divieto statunitense su DeepSeek trasforma la corsa all'IA in uno scontro federale sulla sicurezza

Washington presenta DeepSeek come una vulnerabilità per la sicurezza dei dati nei sistemi governativi, mentre Pechino sostiene che il divieto estenda la sicurezza nazionale fino al protezionismo. Dietro la controversia vi è una più ampia convinzione statunitense che cedere terreno alla Cina nell'IA comporti rischi a sua volta.

L'ascesa di DeepSeek all'inizio del 2025 — trainata da modelli open-weight a basso costo che hanno sfidato i principali rivali statunitensi — ha posto la startup cinese al centro di una competizione tecnologica già feroce.

Entro luglio, il Dipartimento della Sicurezza Interna aveva firmato un ordine che imponeva alle agenzie civili di rimuovere le tecnologie legate a DeepSeek. La preoccupazione non era limitata al chatbot dell'azienda: alle agenzie è stato anche ordinato di individuare prodotti e servizi di terze parti realizzati utilizzando i modelli DeepSeek, mentre potevano essere richieste eccezioni.

La posizione dell'amministrazione si fonda sull'accesso ai dati. Il DHS ha avvertito che le attività di DeepSeek basate in Cina potrebbero consentire alle autorità cinesi, ai sensi della legge cinese, di accedere a informazioni sensibili trasmesse dagli utenti del governo statunitense. Le restrizioni successive vietano alle agenzie di installare, accedere o eseguire applicazioni DeepSeek e di assegnare contratti che le coinvolgano.

La mossa di Washington tratta quindi il modello stesso — non soltanto un'app con marchio proprio — come un potenziale rischio per le reti governative. Si tratta di un'escalation significativa nella competizione sull'IA: i modelli aperti possono diffondersi attraverso il software di altre aziende, rendendo un convenzionale divieto di prodotto molto più facile da eludere.

Pechino respinge la premessa. La portavoce del Ministero degli Esteri Mao Ning ha affermato che la Cina si oppone «all'estensione eccessiva del concetto di sicurezza nazionale e alla politicizzazione delle questioni scientifiche, tecnologiche, economiche e commerciali», aggiungendo che proteggerà gli interessi legittimi delle aziende cinesi.

Il divieto si inserisce anche in una più ampia argomentazione della Casa Bianca secondo cui la moderazione può comportare costi strategici. Il presidente Donald Trump ha minimizzato controlli più severi sullo sviluppo dell'IA, avvertendo di non cedere il vantaggio dell'America alla Cina; David Sacks ha amplificato una posizione simile, affermando che il predominio dei modelli cinesi comporterebbe rischi propri.

Per ora, entrambe le parti inquadrano la controversia come difensiva. Gli Stati Uniti affermano di proteggere i dati federali; la Cina sostiene di resistere alla discriminazione politica. Nessuna delle due interpretazioni lascia molto spazio alla coesistenza tecnologica.

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