Storia
21 ott 2026

Tassi elevati congelano profondamente il mercato immobiliare

Gli acquirenti si stanno ritirando mentre i costi dei mutui aumentano, mentre i costruttori affermano che finanziamenti, materiali e manodopera costosi rendono più difficile realizzare nuove case. Gli economisti ritengono che la stretta persisterà, anche se la carenza di abitazioni rimane irrisolta.

Settembre è iniziato con il tasso medio dei mutui a tasso fisso trentennali vicino al 6,8%. Alla fine del mese aveva raggiunto il 7,6%, una rapida salita che ha colpito i potenziali acquirenti proprio nel momento in cui decidevano se firmare i contratti.

Il risultato è stato un netto arretramento della domanda. Le vendite in corso di abitazioni esistenti sono diminuite del 7,3% rispetto ad agosto e dell'11,3% rispetto a un anno prima, calando in ogni regione. Lawrence Yun, capo economista della National Association of Realtors, ha affermato che, sebbene posti di lavoro e redditi possano sostenere gli acquisti, «l'accessibilità abitativa è maggiormente influenzata dalle variazioni dei tassi sui mutui».

Le costruzioni si sono indebolite insieme alla domanda di rivendite. Gli avvii di case unifamiliari sono diminuiti del 4,6% a settembre, mentre gli avvii abitativi complessivi sono scesi del 5,2% a un tasso annualizzato di 1,22 milioni; anche i permessi, un indicatore dell'attività edilizia futura, sono diminuiti. I costruttori non devono soltanto confrontarsi con acquirenti riluttanti: costi di finanziamento più elevati e la concorrenza per manodopera, calcestruzzo, rame e apparecchiature HVAC rendono i progetti più difficili da finanziare e completare.

A ottobre, la pressione era diventata inconfondibile nel sentiment del settore. L'indicatore della National Association of Home Builders è sceso al livello più basso degli ultimi 14 anni, con le condizioni di vendita, le aspettative e il traffico degli acquirenti tutti in peggioramento. Robert Dietz, capo economista del gruppo, ha affermato che la domanda restava presente, ma «tassi sui mutui più elevati, costi di costruzione alti e una fiducia dei consumatori più debole stanno tenendo più acquirenti ai margini».

Le due ricostruzioni convergono su una scomoda situazione di stallo. Gli acquirenti non possono permettersi agevolmente di entrare nel mercato, mentre i costruttori non possono permettersi facilmente di aggiungere offerta. Ben Ayers di Nationwide Financial prevede che le costruzioni rimarranno «stagnanti fino al 2027», mentre i costruttori ricorrono a tagli dei prezzi e incentivi per vendere i progetti esistenti anziché avviarne di nuovi. Ciò lascia un settore già carente di abitazioni ad assorbire tutta la forza dei tassi elevati — e una crisi di accessibilità senza un rapido disgelo all'orizzonte.