Storia
21 ott 2026

Zelenskyy afferma che Starlink è stato deliberatamente rallentato mentre Washington nega di aver staccato la spina

L’Ucraina considera il rallentamento di Starlink un colpo calcolato alle sue difese, mentre Washington afferma che Kyiv sta formulando un’accusa non dimostrata e avventata. La descrizione di Musk stesso su Starshield ha solo approfondito la questione se il controllo decisivo risieda in SpaceX, nelle forze armate o nel presidente.

Con l’intensificarsi degli assalti russi, la dipendenza dell’Ucraina dalla connettività satellitare è diventata un altro fronte della guerra. Volodymyr Zelenskyy ha dichiarato che il servizio Starlink aveva rallentato e che l’Ucraina era stata “bloccata” dall’intelligence statunitense per un periodo, sostenendo che l’interruzione aveva ostacolato la sua risposta agli attacchi.

Zelenskyy ha successivamente definito le restrizioni di velocità un’“operazione pianificata”, descrivendo l’interruzione non come un guasto tecnico ma come una limitazione intenzionale della capacità bellica dell’Ucraina. L’accusa ha avuto un peso particolare perché Starlink — e la sua controparte di livello militare, Starshield — è diventato parte integrante delle comunicazioni e delle operazioni con droni ucraine.

Washington ha respinto con forza. Il segretario al Tesoro Scott Bessent ha affermato che il presidente Donald Trump e il segretario di Stato Marco Rubio hanno “categoricamente detto che nessuno nell’amministrazione Trump ha fatto questo”, definendo l’accusa di Zelenskyy “molto avventata”. Ha aggiunto che il presidente ucraino dovrebbe “essere molto cauto nel fare affermazioni come questa che non sono vere”. Trump, nel frattempo, ha dichiarato di non sapere chi avesse ordinato un’eventuale interruzione e ha sostenuto che, per quanto ne sapeva, il servizio era invariato.

La disputa si è ampliata dopo una notizia secondo cui Elon Musk in persona avrebbe ordinato un limite alla velocità con cui le apparecchiature ucraine potevano connettersi alla rete. Il Wall Street Journal, citando funzionari statunitensi e persone a conoscenza della vicenda, ha riferito che la mossa ha reso alcuni droni ucraini praticamente inutilizzabili ed è stata discussa con alti funzionari dell’amministrazione, forse incluso Trump.

Musk ha offerto una descrizione diversa della catena di comando: i sistemi Starshield, ha scritto, sono “di proprietà e sotto il controllo del governo degli Stati Uniti”, con limiti sulla velocità o sull’uso decisi dalle forze armate statunitensi e, in ultima analisi, dal presidente. Tale affermazione non risolve la questione della responsabilità. Sottolinea lo scontro centrale: Kyiv afferma che una vitale linea di comunicazione in tempo di guerra è stata deliberatamente limitata; i funzionari statunitensi negano di averlo ordinato, anche mentre le notizie indicano decisioni prese vicino alla Casa Bianca.