Storia
23 ott 2026

La corsa di Muse verso 10 milioni di utenti lascia Meta di fronte a una prova più ardua: la fiducia

Meta considera la rapida adozione di Muse come la prova che un agente personale di IA può diventare un motore per il commercio e un assistente quotidiano. Critici e analisti, tuttavia, sostengono che la storia dell'azienda nella gestione dei dati — e il costo enorme delle sue ambizioni — rendano la fiducia e la sostenibilità le vere prove.

Meta ha lanciato il suo agente personale di IA, Muse, a settembre, limitandolo inizialmente agli Stati Uniti e al Canada. Ha rapidamente raggiunto la vetta delle classifiche delle app, aiutato dalla vasta rete di distribuzione di Meta e da una consistente campagna pubblicitaria: Sensor Tower ha rilevato che 10,2 milioni dei 10,9 milioni di download di Muse nei primi 40 giorni provenivano dagli Stati Uniti.

A metà ottobre, l'app aveva raggiunto 2,5 milioni di utenti attivi giornalieri. Anche la sua fidelizzazione iniziale ha superato quella delle app di IA rivali: il 30% degli utenti statunitensi è tornato dopo sette giorni e il 23% dopo 14, rispetto alle medie dei concorrenti del 19% e del 16%. Ma gli stessi dati evidenziano l'incertezza centrale: attirare utenti non equivale a rendere indispensabile un agente di IA.

Nella conference call sui risultati del terzo trimestre di Meta, Mark Zuckerberg ha dichiarato che più di 10 milioni di persone avevano configurato un agente Muse. Circa un quarto lo usa ogni giorno, mentre più di un quarto degli utenti che fanno shopping effettua acquisti con una media superiore a 200 dollari. Meta prevede di mantenere Muse in gran parte gratuito e di trattenere una quota delle transazioni, scommettendo che il commercio guidato dagli agenti possa diventare una fonte di ricavi molto più ampia.

La visione più ampia di Zuckerberg è una rete in cui gli agenti delle persone effettuano transazioni con le aziende e tra loro. «Non si tratta solo di navigare sul sito web di quell'azienda; si tratta di parlare con il suo agente», ha detto. La CFO Susan Li ha descritto l'adattamento come inevitabile: «Gli agenti saranno una parte importante dell'evoluzione della realtà, e tutti dovranno semplicemente adattarsi».

Questa certezza si scontra con il punto più debole di Meta. Le segnalazioni citate dai critici includono presunte fughe di conversazioni private e un caso in cui un agente avrebbe mandato uno sconosciuto a casa di un utente durante una trattativa su Marketplace. Un giudice del New Mexico ha inoltre ordinato a Meta di pagare 25 miliardi di dollari per accertamenti relativi alla gestione dei dati e alla disinformazione. Kate Winick di Forrester ha definito la fiducia dei consumatori la variabile chiave: «Più informazioni ha Muse, più può essere efficace, e la fiducia complessiva in Meta resta bassa».

C'è un secondo vincolo: la capacità di calcolo. Zuckerberg ha detto che Muse non è ancora stato lanciato a livello globale perché è costoso da gestire, mentre Meta prevede di migliorare l'efficienza dei costi di oltre dieci volte il prossimo anno. I download sono reali; la questione più rilevante resta se Meta possa trasformarli in un'infrastruttura quotidiana affidabile e accessibile.