Storia
23 ott 2026
Meta rinvia i suoi termini, ma gli editori vedono una scappatoia per lo scraping tramite IA
Meta afferma che le sue condizioni rinviate non creano nuovi diritti per eseguire lo scraping di siti di notizie e che gli editori mantengono il controllo tramite robots.txt. Editori ed esperti legali ribattono che la formulazione rivista lascia comunque un'ampia possibilità per Meta di raccogliere contenuti destinati a prodotti legati all'IA.
La disputa tra Meta e gli editori è iniziata con le proposte di condizioni commerciali che sarebbero dovute entrare in vigore il 30 ottobre. Il testo originale affermava che Meta avrebbe potuto usare i contenuti dei siti web collegati ad account aziendali per «sviluppare, ricercare» e «addestrare» i propri prodotti — una formulazione che ha allarmato le organizzazioni giornalistiche già impegnate a tenere i crawler dell'IA lontani dalle loro pagine.1
Dopo le dure critiche del settore, Meta ha rimosso il riferimento esplicito all'addestramento. Ma i critici hanno sostenuto che eliminare una parola non chiudesse la porta. James Grimmelmann, professore di diritto digitale alla Cornell, ha affermato che l'autorizzazione rimanente per i contenuti «associati ai tuoi prodotti o servizi» potrebbe ancora consentire a Meta di «eseguire lo scraping di interi siti».2 L'avvocato specializzato in media e proprietà intellettuale Matt Topic ha espresso lo stesso concetto in modo più diretto: le condizioni riviste consentono ancora l'uso di materiale ottenuto tramite scraping per sviluppare qualsiasi «prodotto aziendale», e «sviluppare» è abbastanza ampio da includere «addestrare».2
Gli editori hanno intensificato lo scontro. La News/Media Alliance ha scritto all'amministratore delegato di Meta Mark Zuckerberg, avvertendo che le condizioni potrebbero causare «gravi danni» agli editori, mentre inserzionisti ed editori nell'UE e nel Regno Unito hanno esortato le autorità di regolamentazione a intervenire.1
La risposta di Meta è stata il rinvio, non la ritirata. L'azienda ha posticipato l'applicazione al 20 novembre, dichiarando di aver bisogno di più tempo per spiegare «cosa sta cambiando e cosa no».1 Il portavoce Daniel Roberts ha sostenuto che la riscrittura «non riguarda lo scraping di siti di notizie» e non prevale sulle istruzioni robots.txt degli editori.2
Questa rassicurazione è il punto di frattura. Meta presenta robots.txt come una tutela che continua a valere; editori ed esperti legali affermano che un linguaggio contrattuale abbastanza ampio da coprire interi siti potrebbe indebolire tale protezione nella pratica. Il rinvio di novembre fa guadagnare tempo, ma non ancora fiducia.