Storia
26 ott 2026

Il dibattito sulla fusione Tesla-SpaceX contrappone l’ambizione di Musk nell’IA al rischio di concentrazione

I sostenitori vedono una combinazione Tesla-SpaceX come un modo per mettere in comune la capacità di calcolo, l’ingegneria e i dati necessari per competere nell’autonomia e nella robotica. I critici sostengono che lo stesso accordo potrebbe concentrare il controllo di Musk ed esporre due aziende di successo a una serie molto più ampia di scommesse costose.

L’ultimo spettacolo di Tesla proiettato verso il futuro è arrivato per primo. All’evento del Roadster volante, Musk ha affermato che una collaborazione tra “la migliore azienda automobilistica del mondo e la migliore azienda missilistica del mondo” avrebbe mostrato cosa le due potessero realizzare insieme.

Cinque giorni dopo, Tesla e SpaceX hanno reso noto di stare valutando una fusione, una mossa che riunirebbe sotto un unico tetto societario le ambizioni di Musk nell’automotive, nei lanci spaziali, nell’IA e nella robotica. La tesi rialzista è semplice: Tesla necessita di enormi investimenti nell’IA mentre i produttori cinesi e i gruppi tecnologici intensificano la corsa ai veicoli autonomi, mentre SpaceX potrebbe fornire capacità di data centre, chip e competenze ingegneristiche. Musk ha sostenuto che non esiste “davvero nessun concorrente” del sistema Full Self-Driving di Tesla nelle auto che i consumatori possono acquistare.

Ha inoltre usato X per amplificare la narrazione di lunga data di Tesla sull’autonomia, ripubblicando l’affermazione secondo cui l’azienda ha venduto oltre 10 milioni di auto capaci di raggiungere una destinazione e parcheggiarsi da sole, qualcosa che, secondo il post, nessun’altra casa automobilistica aveva eguagliato. Eppure il prodotto FSD supervisionato richiede ancora la piena attenzione del conducente e Tesla non ha ottenuto l’approvazione per la sua versione completamente autonoma.

Per i sostenitori della fusione, proprio questo divario spiega perché la scala conta. Un importante azionista di Tesla ha dichiarato al rapporto che Tesla potrebbe beneficiare di “tutte le innovazioni legate all’IA che stanno avvenendo ora in SpaceX”. Il potenziale premio consiste in ricavi software ricorrenti, anziché in un’attività dipendente principalmente dalle vendite di veicoli.

La lettura scettica è più severa. Secondo quanto riferito, SpaceX si sta preparando a prendere in prestito 40 miliardi di dollari per chip Nvidia, mentre comitati speciali di entrambe le aziende discutono dell’aggregazione. Ciò solleva la prospettiva che gli azionisti di Tesla assumano l’esposizione creditizia di SpaceX, mentre Musk ottiene maggiore influenza sul gruppo combinato.

La stessa visione di Musk va oltre auto e razzi: ha affermato che vi sono “molti meriti nel combinare” le attività, collegando al contempo robot autonomi, modelli linguistici e data centre a una missione su Marte. Di recente ha inoltre evidenziato la storia delle origini di SpaceX ripubblicando un resoconto della sua ricerca, nel 2002, di ingegneri per costruire un razzo da zero.

Il dibattito sulla fusione è quindi una prova per stabilire se quella visione integrata costituisca un vantaggio industriale, oppure un modo per chiedere a due aziende di sopportare il rischio delle promesse più ambiziose di un solo uomo.