Storia
26 ott 2026
La campagna di droni dell’Ucraina trasforma la spina dorsale digitale della Russia in una vulnerabilità bellica
La campagna dell’Ucraina viene presentata come un attacco strategico ai sistemi che sostengono la vita digitale quotidiana della Russia e le sue ambizioni nell’IA, mentre gli analisti sostengono che la spinta di Mosca verso la sovranità digitale abbia concentrato una vulnerabilità critica entro i propri confini.
L’economia digitale russa è diventata l’ultimo fronte della guerra: droni ucraini hanno colpito importanti data center che sostengono attività che vanno dai pagamenti e dalle app per taxi al cloud computing e alla ricerca sull’intelligenza artificiale. I danni, secondo le notizie, potrebbero richiedere molto tempo per essere riparati.1
La sequenza ha accelerato in ottobre. L’8 ottobre, i droni hanno colpito la struttura di Yandex a Sasovo, nella regione di Ryazan, dove si trovano due dei tre supercomputer dell’azienda; nei giorni successivi sono stati colpiti siti a Kaluga e Vladimir. L’Ucraina ha poi colpito il data center e hub di IA di Sberbank a Balakovo il 14 ottobre, seguito quattro giorni dopo da una struttura di San Pietroburgo al servizio di VKontakte.2
Le conseguenze immediate si sono estese ben oltre le sale server. Utenti e aziende hanno segnalato interruzioni nei servizi cloud, nelle attività bancarie, nell’e-commerce, nella geolocalizzazione, nei servizi di ride-hailing e nell’assistente Alisa di Yandex; secondo quanto riferito, i tribunali arbitrali hanno annullato o rinviato udienze dopo aver perso l’accesso alle banche dati. Yandex ha ripristinato la maggior parte dei principali servizi cloud spostando i carichi di lavoro verso altri centri russi, ma l’impatto a più lungo termine potrebbe riguardare la capacità di calcolo necessaria per addestrare i modelli di IA.2
Mikhail Klimarev, che guida la Internet Protection Society, ha definito gli attacchi una grave battuta d’arresto strategica: «Questo di fatto lascia la Russia molto indietro nella corsa all’IA».2 La Russia era già indietro rispetto agli Stati Uniti e alla Cina, mentre le sanzioni e una carenza globale di chip avanzati complicano la sostituzione delle apparecchiature che, secondo quanto riferito, sono state danneggiate dagli incendi.
Gli analisti individuano anche un problema strutturale. L’Ucraina ha collocato dati critici su server in Paesi europei alleati, limitando l’impatto degli attacchi russi. Al contrario, le norme russe sulla sovranità digitale impongono l’archiviazione nazionale. «Poiché tutte le infrastrutture e tutti i dati si trovano all’interno della Russia, è relativamente più facile metterli fuori uso», ha affermato Nick Reiners, analista di Eurasia Group.2
Questa politica ha dato a Mosca un maggiore controllo su internet, ma in questa campagna ha anche reso un’infrastruttura digitale fortemente concentrata un bersaglio evidente.