Storia
28 ott 2026
La raccolta da 95 miliardi di dollari di Meta per l’IA mette gli investitori alla prova
Meta considera la sua spesa per l’IA una strada verso nuovi prodotti e la «superintelligenza personale», mentre i produttori di chip vedono nella raccolta fondi un’opportunità di partnership strategica. Agli investitori, tuttavia, viene chiesto di valutare la robusta crescita dei ricavi rispetto al costo crescente necessario per restare nella corsa all’IA.
La scorsa settimana, gli ultimi risultati di Meta hanno messo in luce la tensione alla base della sua imminente raccolta di capitale. I ricavi sono saliti del 26% su base annua a 64,6 miliardi di dollari, oltre le attese, ma gli investitori si sono concentrati sul flusso di cassa libero negativo e su una previsione più elevata per le spese in conto capitale, compresa tra 135 e 145 miliardi di dollari. La reazione è stata rapida: le azioni sono scese, poiché i piani di spesa della società hanno oscurato la crescita delle vendite.1
Lunedì, Meta si è mossa per finanziare direttamente questa ambizione, svelando piani per raccogliere fino a 95 miliardi di dollari in capitale azionario. Ha iniziato con circa 35 miliardi di dollari in offerte sottoscritte e intende proseguire con un programma at-the-market da 60 miliardi di dollari una volta che le sue azioni di Classe C inizieranno a essere negoziate nel 2027.2 L’azienda ha presentato l’operazione come un investimento nella capacità di calcolo per le sue app, l’attività di data centre e l’agente Muse, sostenendo che l’IA stia creando opportunità sia nel suo business principale sia nei nuovi servizi.2
La portata dell’operazione evidenzia quanto sia diventata costosa la competizione. Meta sta costruendo quattro supercluster da oltre un gigawatt ciascuno e afferma di essere sulla buona strada per quasi raddoppiare la propria capacità infrastrutturale nel 2026. Ben Wood di CCS Insight ha definito la raccolta fondi un riflesso dei «livelli di investimento vertiginosi necessari per tenere il passo nella corsa agli armamenti dell’IA».1
Per l’industria dei chip, questa spesa non è soltanto un problema di costi — è un’opportunità commerciale. Martedì Nvidia ha dichiarato che acquisterà 3 miliardi di dollari dell’offerta di Meta, mentre AMD si è impegnata per 1 miliardo di dollari, rafforzando le partnership attorno a Muse e all’hardware che lo sostiene.3 L’amministratore delegato di Nvidia, Jensen Huang, ha descritto gli agenti IA come «un nuovo paradigma informatico» in grado di comprendere obiettivi, ragionare e utilizzare strumenti per conto degli utenti.3
L’amministratore delegato di Meta, Mark Zuckerberg, ha affermato che l’obiettivo è offrire «i migliori agenti personali e modelli di frontiera a miliardi di persone».4 La domanda per gli azionisti è se questa promessa si realizzerà prima che il conto cresca ulteriormente.