Storia
30 ott 2026

Le accuse di spionaggio pongono la strategia cinese di Nvidia sotto una luce più cupa

Gli investigatori statunitensi vedono una potenziale vulnerabilità per la sicurezza nazionale nei legami di Megaspeed con la Cina e nell’accesso della sua dirigente a Jensen Huang; Nvidia afferma che tali contatti erano normali attività commerciali, mentre la Cina respinge le accuse come calunnie politicamente motivate.

L’attenzione delle autorità statunitensi su Megaspeed è iniziata nel 2024, tra i timori che l’azienda cloud di Singapore potesse aiutare società cinesi ad aggirare le restrizioni sui chip Nvidia di fascia alta. L’azienda rimane sotto indagine, con funzionari che citano apparecchiature sospette e interrogativi sulla proprietà e su possibili legami con entità sanzionate.

Il caso ha preso una piega più netta dopo che le agenzie di intelligence avrebbero monitorato la dirigente di Megaspeed Alice Huang, nota anche come Huang Le. Gli investigatori avrebbero concluso che Pechino riceveva rapporti da qualcuno con accesso diretto all’amministratore delegato di Nvidia Jensen Huang — una relazione che ha alimentato i timori che potesse raccogliere informazioni sulla strategia di Nvidia e sull’attività di lobbying di Huang presso l’amministrazione Trump per ampliare le vendite in Cina.

Secondo resoconti basati su persone informate su intelligence riservata, Trump sarebbe stato informato della presunta operazione circa un anno fa, ma non avrebbe agito, anche per il timore che un intervento potesse danneggiare il prezzo delle azioni di Nvidia, le vendite di chip o una fragile tregua commerciale tra Stati Uniti e Cina. Lo stesso resoconto affermava che si riteneva Huang non fosse a conoscenza della presunta raccolta di informazioni e che non avesse ricevuto un briefing difensivo.

La risposta di Nvidia è inequivocabile: l’accesso al suo amministratore delegato non significava accesso ai segreti. Un portavoce ha dichiarato: “Le interazioni di Jensen con la signora Huang non sono insolite né inattese”, descrivendo gli incontri con i clienti come una parte ordinaria del lavoro di un CEO. L’azienda ha aggiunto che i clienti cloud regionali ricevono “ordinarie informazioni commerciali — non segreti commerciali sensibili di NVIDIA — e nessuna informazione rilevante per la sicurezza nazionale”.

Questo resoconto si scontra con i sospetti che circondano Megaspeed, non con prove che Huang fosse complice. L’ambasciata cinese si è spinta oltre, definendo le accuse contro Alice Huang “calunnie e diffamazioni infondate”. La questione irrisolta è se un normale rapporto commerciale sia diventato un canale di influenza — o sia semplicemente apparso pericoloso in una rivalità tecnologica sempre più aspra.