Storia
31 ott 2026

L’IPO di Anthropic chiede agli investitori di credere prima che arrivi il conto per il calcolo

Anthropic presenta la sua IPO come un’opportunità per finanziare un’IA più sicura e trasformativa, mentre analisti e osservatori vedono un test più immediato: se ricavi esplosivi ma in rallentamento possano sostenere un’espansione senza precedenti della capacità di calcolo senza lasciare gli azionisti esposti.

Il percorso di Anthropic verso la quotazione in borsa è iniziato a giugno, quando ha presentato in via riservata una bozza di S-1 alla Securities and Exchange Commission. Il suo deposito pubblico di lunedì ha offerto il resoconto più chiaro finora delle finanze di un laboratorio di IA pure-play — e della scommessa che viene chiesto agli investitori di fare.

Fino al 30 giugno, i numeri erano sorprendentemente solidi. I ricavi sono saliti da 4,7 miliardi di dollari nel primo trimestre del 2026 a 11,6 miliardi nel secondo, quando Anthropic ha registrato il suo primo utile operativo; secondo un’analisi, la sua riserva di liquidità era inferiore soltanto a quelle di Google e Berkshire Hathaway tra le società non bancarie.

Ma il dato successivo ha complicato i festeggiamenti. Secondo quanto riportato, i ricavi del terzo trimestre hanno raggiunto 16,8 miliardi di dollari — una crescita enorme secondo gli standard aziendali ordinari, ma un netto rallentamento rispetto al trimestre precedente. CNBC ha calcolato una crescita sequenziale di circa il 144% nel secondo trimestre e del 47% nel terzo, mentre Michael Field di Morningstar ha affermato che il prospetto non spiegava le aspettative del management per tale rallentamento.

Questo conta perché Anthropic ha già impegnato centinaia di miliardi di dollari per calcolo e infrastrutture. Il documento afferma che «sostanzialmente tutti i costi dei ricavi» sono legati a tali spese, lasciando agli investitori il compito di valutare se la diminuzione dei costi unitari possa superare i crescenti obblighi di capacità. L’interpretazione rialzista è semplice: la continua rapida adozione di Claude e degli strumenti correlati può finanziare l’espansione. Quella ribassista è che la domanda si stia avvicinando alla saturazione prima che arrivi il conto.

I fondatori di Anthropic presentano l’incertezza come parte del senso dell’operazione. Esortano gli acquirenti a non vedere le azioni «in termini puramente transazionali», definendo l’IA avanzata un momento storico fondamentale e promettendo un approccio «anti-vendita» fondato su un’onestà radicale. Eppure lo stesso documento avverte di rischi catastrofici o esistenziali legati all’IA, afferma che gli investimenti potrebbero apparire «irresponsabilmente grandi» e preserva il 50,1% del controllo di voto per sette cofondatori attraverso una speciale azione di Classe F.

L’IPO, dunque, non è semplicemente una scommessa sulla crescita. È una scommessa sul fatto che la missione, la spesa e il controllo dei fondatori di Anthropic si dimostreranno degni di fiducia prima che il mercato possa misurarne pienamente il costo.