Storia
1 nov 2026
Il MacBook Pro touchscreen di Apple arriva finalmente, ma la vera star è l’OLED
L’inversione di rotta di Apple sul touch offre agli utenti Mac un’opzione richiesta da tempo, ma i primi recensori ritengono in generale che sia il display — non il controllo con le dita — il miglioramento decisivo del computer. La questione non è tanto se il touch funzioni, quanto se giustifichi un sovrapprezzo che può raggiungere livelli da auto di lusso.
Apple ha trascorso anni a considerare i laptop touchscreen una cattiva idea. In vista dell’evento di lancio a Los Angeles, la prospettiva di un MacBook Pro con supporto touch è stata presentata come una resa significativa: i dirigenti Apple avevano criticato la categoria per tutta l’era dell’iPad, anche mentre continuava a crescere la domanda di poter toccare e scorrere sullo schermo di un Mac.1
Mercoledì, l’azienda ha reso ufficiale l’inversione di rotta. Il MacBook Pro riprogettato parte da 2.899 dollari per la versione da 14 pollici e da 3.399 dollari per quella da 16 pollici, con i preordini aperti immediatamente e le consegne previste per il 6 novembre. Il computer abbina il touch a un pannello OLED tandem che Apple chiama PROLED XDR, offrendo fino a 2.000 nit di luminosità SDR di picco, una frequenza di aggiornamento di 120 Hz e un rapporto di contrasto dichiarato di 10.000.000:1.2
Secondo Apple, il touch ha usi pratici: scorrere, zoomare, testare app iOS e iPadOS o suonare strumenti software. Ha inoltre reso il laptop più leggero — 3 libbre per il modello da 14 pollici e 4 libbre per quello da 16 pollici — ripristinando al contempo il logo luminoso sul coperchio e sostituendo il notch con una Dynamic Island.2
Ma le prime prove pratiche suggeriscono che la funzione di punta di Apple potrebbe essere anche la meno trasformativa. Un recensore ha rilevato che il touchscreen funziona «più o meno esattamente come ci si aspetta», utile per i gesti e alcune attività creative ma in gran parte duplicativo del trackpad in un laptop che non diventa né un tablet né supporta Apple Pencil.3 Un altro è stato più diretto: dopo 16 anni di resistenza, «è solo un touchscreen».4
Il consenso è molto più caloroso sull’OLED. I recensori ne hanno elogiato i neri profondi, i colori e la luminosità, definendolo un enorme passo avanti rispetto alla precedente generazione Mini LED; anche lo chassis più leggero ha fatto subito impressione.3
Poi arriva il conto. Una configurazione da 16 pollici con M5 Max testata, 64 GB di memoria e 2 TB di archiviazione, aveva un prezzo di listino di 5.799 dollari, mentre passare da 64 GB a 128 GB aggiunge 1.600 dollari.3 Il dibattito sui prezzi è andato ancora oltre su X, dove Elon Musk ha ricondiviso un confronto secondo cui un modello da 16 pollici completamente configurato costa 14.549 dollari — più di una Tesla Model 3 del 2020 usata, proposta a 14.190 dollari.
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Il touch è finalmente arrivato sul Mac. La domanda è se gli acquirenti lo useranno — o si limiteranno a fissare lo schermo.