Storia
2 nov 2026
Le Valkyries trasformano una scommessa da 50 milioni di dollari sull'espansione in un titolo WNBA in tempo record
Per i proprietari di Golden State, il campionato conferma la validità di un investimento aggressivo nel basket femminile; per giocatrici e tifosi, è la prova che una cultura costruita deliberatamente e una nuova comunità affamata possono avanzare più velocemente di quanto chiunque si aspettasse.
La scommessa di Joe Lacob iniziò il 5 ottobre 2023, quando il gruppo proprietario dei Warriors si assicurò una franchigia di espansione WNBA per San Francisco. Non c'erano ancora un nome, un roster, un allenatore o una dirigenza: solo una licenza da 50 milioni di dollari e l'ambizione di costruire una realtà autonoma anziché un progetto collaterale dei Warriors.1
L'organizzazione si mosse rapidamente. Jess Smith, Ohemaa Nyanin e l'allenatrice Natalie Nakase plasmarono un'identità viola e nera, misero insieme giocatrici scartate altrove e fecero della difesa il marchio di fabbrica del club. Lo slancio commerciale fu altrettanto sorprendente: le Valkyries fecero registrare il tutto esaurito in 44 partite casalinghe di stagione regolare nelle prime due stagioni, superarono quest'anno i 12.000 abbonamenti stagionali e, secondo il resoconto della loro ascesa, divennero la prima franchigia di sport femminile valutata 1 miliardo di dollari.1
Quel successo commerciale ebbe un significato più ampio per le persone in campo. Dopo che Golden State raggiunse i playoff nella sua stagione inaugurale, chiuse la seconda annata con un bilancio di 32-12 e percorse senza intoppi un cammino nella post-season che includeva Dallas, le campionesse in carica di Las Vegas e Atlanta. La veterana Tiffany Hayes sintetizzò il risultato senza mezzi termini: «Questo è ciò che accade quando si investe nello sport femminile».2
La cavalcata culminò la notte di Halloween, quando le Valkyries batterono le Dream 68-63 nella prima Gara 7 nella storia delle finali WNBA. Sotto di sei all'intervallo, Golden State trovò la risposta in Gabby Williams, i cui 28 punti nel secondo tempo le valsero il premio di MVP della partita. Nakase, la prima allenatrice donna di colore a vincere un campionato WNBA, disse che la vittoria apparteneva a persone che erano state «sottovalutate, fraintese».2
Il risultato portò un titolo appena 17 mesi, due settimane e un giorno dopo che le Valkyries avevano giocato la loro prima partita, la più rapida ascesa al campionato per una squadra professionistica nordamericana, secondo il rapporto.2 Spostò inoltre la celebrazione oltre il Chase Center. Il sindaco Daniel Lurie affermò che la franchigia di due anni aveva «conquistato il mondo dello sport», mentre i funzionari dei trasporti pubblicarono brevemente i piani per una parata del mercoledì a mezzogiorno dal Ferry Building lungo l'Embarcadero fino a Second Street, sebbene la città non li avesse confermati formalmente.3