Storia
4 nov 2026
Il GCHQ avverte: gli attacchi dell’IA ai sistemi critici britannici potrebbero diventare abituali entro il 2028
I funzionari britannici considerano l’IA una minaccia in accelerazione piuttosto che una possibilità lontana: potrebbe offrire agli Stati ostili e ai gruppi criminali una via più abituale per entrare nei sistemi vitali, mentre le difese informatiche del Paese subiscono pressioni per adattarsi rapidamente.
L’avvertimento arriva mentre governi e industria si affannano a capire quanto rapidamente l’intelligenza artificiale possa cambiare l’equilibrio tra attaccanti e difensori.
Martedì il capo della cybersicurezza britannica ha dichiarato che il Regno Unito «probabilmente subirà attacchi informatici basati sull’intelligenza artificiale contro le sue infrastrutture critiche entro il 2028», mentre criminali e soggetti sostenuti dallo Stato ampliano l’uso della tecnologia.1 La preoccupazione non è semplicemente che l’IA produrrà una nuova classe di arma informatica. È che può rendere più rapido e più facile da ripetere il lavoro malevolo già esistente — individuare punti deboli, creare esche convincenti e ampliare i tentativi di intrusione.
La tempistica è netta. Entro il 2028, secondo l’avvertimento, gli attacchi assistiti dall’IA potrebbero colpire infrastrutture la cui interruzione avrebbe conseguenze ben oltre una singola azienda: i sistemi che sostengono la vita pubblica ed economica essenziale. Cina e Russia sono state specificamente indicate tra gli Stati che utilizzano sempre più l’IA nelle attività informatiche, insieme ai gruppi criminali.1
Un resoconto separato della valutazione ha descritto la prospettiva in termini ancora più diretti: gli attacchi informatici cinesi e russi basati sull’IA potrebbero diventare «abituali» entro il 2028.2 Questa formulazione sottolinea il timore centrale nell’avvertimento del GCHQ: non uno shock tecnologico isolato, ma la normalizzazione di pressioni potenziate dall’IA contro le reti critiche.
Per i funzionari britannici, il messaggio è quindi di urgenza. L’IA può anche aiutare i difensori a rilevare e contenere le minacce, ma l’avvertimento immediato è che gli avversari la stanno già incorporando nelle loro operazioni. La prova nei prossimi due anni sarà capire se la protezione delle infrastrutture critiche migliorerà almeno con la stessa rapidità degli strumenti disponibili a chi cerca di violarle.