Storia
4 nov 2026

OpenAI recluta la figura che ha risolto le crisi di Uber per la sua prova di fiducia più difficile finora

OpenAI presenta l’arrivo di Jill Hazelbaker come un investimento per spiegare l’IA e guadagnarsi fiducia, mentre il suo percorso in Uber fa dell’assunzione una scommessa più mirata su una leader esperta nel riparare reputazioni sotto pressione.

OpenAI ha nominato Jill Hazelbaker, presidente e chief corporate affairs officer di Uber, sua chief corporate affairs officer, affidandole la responsabilità delle comunicazioni globali e del più ampio posizionamento dell’azienda mentre l’IA penetra più a fondo nella vita pubblica. L’azienda afferma che lavorerà con la sua dirigenza per migliorare la comprensione pubblica dell’IA e rafforzare la fiducia nella sua missione.

La scelta riguarda tanto il passato di Hazelbaker quanto il futuro di OpenAI. Prima di Uber, ha ricoperto ruoli di alto livello nelle comunicazioni e nelle politiche pubbliche presso Snap e Google, e ha iniziato nelle campagne politiche statunitensi, tra cui la corsa presidenziale di John McCain del 2008 e l’organizzazione della campagna a sindaco di Michael Bloomberg. In Uber, ha trascorso circa un decennio contribuendo a guidare una startup un tempo incline alle crisi attraverso sfide normative, di sicurezza e reputazionali, trasformandola in una piattaforma tecnologica globale.

Hazelbaker ha presentato il passaggio come un’opportunità per plasmare il modo in cui le persone comprendono e traggono beneficio da quella che ha definito «la tecnologia più rilevante della nostra generazione». Ha sostenuto che l’IA è «il cambiamento tecnologico più profondo della nostra vita» e che costruire la fiducia del pubblico non è «mai stato così importante».

La dirigenza di OpenAI sostiene la stessa tesi, sebbene in termini più istituzionali: man mano che l’IA entra a far parte della vita di un numero crescente di persone, l’azienda afferma che la sua capacità di comunicare, dialogare e guadagnarsi fiducia conterà più che mai. Greg Brockman, presidente e cofondatore di OpenAI, ha accolto pubblicamente Hazelbaker, dicendosi «estremamente entusiasta» di lavorare con lei.

L’assunzione porta con sé anche un chiaro sottotesto. L’amministratore delegato di Uber Dara Khosrowshahi ha ricordato che Hazelbaker si rivolse a lui nel 2017 con un piano per «rimettere la nave in rotta», attribuendole un ruolo determinante in momenti strategici chiave mentre l’azienda ricostruiva la propria reputazione. Per OpenAI, l’incarico è più ampio: convincere governi, istituzioni e pubblico che l’azienda possa espandere una tecnologia trasformativa senza perdere la loro fiducia.