Storia
4 nov 2026
OpenAI coinvolge un ex capo dell’Esercito nella sua spinta per un’«IA democratica»
OpenAI presenta la nomina di Dan Driscoll come un modo per offrire agli alleati democratici strumenti migliori senza abbandonare le salvaguardie per un uso responsabile. Driscoll, facendo leva sulla sua esperienza militare, sostiene che esigenze di sicurezza in rapido cambiamento richiedano una tecnologia che riduca gli ostacoli burocratici e renda più incisivo il processo decisionale.
Dan Driscoll ha lasciato l’incarico di segretario dell’Esercito all’inizio di settembre, dopo circa 18 mesi nel ruolo di leadership civile, nel contesto di un più ampio ricambio tra gli incarichi del Pentagono e dell’Esercito. Durante il suo mandato, aveva promosso un’adozione più rapida delle tecnologie per il campo di battaglia e partnership più ampie con le startup, anziché fare affidamento sui tradizionali grandi appaltatori della difesa.1
Ora OpenAI ha reclutato il veterano dell’Esercito ed ex direttore ad interim dell’ATF in un nuovo ruolo consultivo senior, incentrato sulla “modernizzazione della sicurezza nazionale”. L’azienda afferma che fornirà consulenza ai dirigenti e ai partner esterni su come l’IA avanzata possa rafforzare la sicurezza nazionale e informatica, aiutare i team interni a comprendere le esigenze operative delle istituzioni di sicurezza e incoraggiare gli alleati degli Stati Uniti ad adottare la tecnologia in modo responsabile.2
La nomina arriva mentre OpenAI amplia la propria presenza nel governo e nell’ambito militare. La sua unità OpenAI for Government ha consolidato il lavoro federale, mentre un accordo con il Dipartimento della Guerra — con un tetto di 200 milioni di dollari — ha esplorato impieghi che vanno dall’amministrazione e dall’analisi degli appalti alla difesa informatica. L’azienda si è inoltre mossa per rendere i sistemi disponibili attraverso le piattaforme del Pentagono e in contesti classificati, pur affermando che i suoi accordi vietano la sorveglianza domestica di massa, le armi autonome che agiscono in modo indipendente e alcune decisioni ad alta posta in gioco prive di controllo umano.1
Per il capo di OpenAI Sam Altman, l’argomento strategico è anche ideologico: “L’IA dovrebbe dare alle persone più potere sulle proprie vite e le persone dovrebbero avere voce in capitolo su come viene sviluppata”. Afferma che Washington abbia l’opportunità di collaborare con i partner per diffondere un’“IA democratica” e rafforzare la leadership americana.2
Driscoll inquadra la missione in termini più pratici. “Le persone che servono meritano i migliori strumenti che possiamo mettere nelle loro mani”, ha affermato, sostenendo che l’IA possa ridurre la burocrazia, elaborare più informazioni e fornire risposte più rapidamente. La sua promessa non è la tecnologia fine a sé stessa, ma un impiego responsabile per le persone incaricate di mantenere gli alleati al sicuro.3