Storia
4 nov 2026

OpenAI scommette che la risolutrice di Uber possa vincere la guerra per la fiducia nell’IA

OpenAI presenta l’arrivo di Jill Hazelbaker come un investimento per spiegare l’IA e guadagnare fiducia, mentre le cronache esterne descrivono l’assunzione come una risposta molto tardiva alle pressioni reputazionali e politiche dell’azienda.

Hazelbaker arriva dopo quasi due decenni trascorsi tra tecnologia, politiche pubbliche e comunicazione politica. Prima di diventare presidente e chief corporate affairs officer di Uber, ha ricoperto ruoli dirigenziali presso Snap e Google e ha lavorato alle campagne di John McCain e Michael Bloomberg.

In Uber, ha trascorso più di un decennio contribuendo a guidare un’azienda un tempo definita da scontri normativi e crisi quasi costanti, trasformandola in un colosso globale della tecnologia di consumo. Il CEO Dara Khosrowshahi ha affermato che ha portato “chiarezza, integrità ed energia eccezionali” nei momenti strategici dell’azienda.

Ora OpenAI affida a Hazelbaker un incarico altrettanto ampio. Annunciato martedì, il suo nuovo ruolo di chief corporate affairs officer comprende comunicazioni globali, reputazione, marchio aziendale e posizionamento, nonché il coinvolgimento dell’azienda con decisori politici, comunità e pubblico. Riferirà al cofondatore e presidente Greg Brockman.

La tesi di OpenAI è semplice: man mano che i suoi sistemi raggiungono più persone, la fiducia è diventata una sfida operativa centrale, non un ripensamento comunicativo. Brockman ha affermato che l’azienda ha bisogno di una leader che comprenda “le opportunità e le responsabilità che derivano dalla creazione di tecnologia su scala globale”. Ha dato pubblicamente il benvenuto a Hazelbaker, dicendosi “estremamente entusiasta” di lavorare con lei.

La lettura esterna è più netta. L’incarico nelle comunicazioni era rimasto vacante per quasi un anno dopo l’uscita di Hannah Wong, durante un periodo segnato da controversie, critiche sulla trasparenza e crescenti preoccupazioni per i costi sociali, lavorativi e ambientali dell’IA.

Hazelbaker, dal canto suo, definisce il passaggio un’opportunità per plasmare il modo in cui le persone “comprendono, interagiscono con e, in ultima analisi, traggono beneficio dall’IA”. Il suo compito è rendere credibile questa promessa mentre la tecnologia di OpenAI — e la reazione negativa che la circonda — continua a espandersi.