Storia
5 nov 2026
L’entusiasmo per gli agenti IA di Uber si scontra con quattro corse effettive
I sostenitori degli agenti IA vedono una nuova porta d’accesso ai servizi per i consumatori, mentre Uber vede un potenziale canale di domanda che deve ancora dimostrare di poter superare la rapidità e la comodità della prenotazione diretta nella sua app.
Uber ha fornito alcuni dati concreti su una delle promesse più enfatiche della Silicon Valley: gli agenti IA stanno a malapena incidendo sulla sua piattaforma.
Durante la settimana di Halloween, il periodo più intenso di ottobre, gli agenti di terze parti hanno organizzato appena quattro corse e circa 500 ordini Uber Eats, a fronte di circa 320 milioni di corse e consegne complessive. La divulgazione è stata il primo resoconto pubblico di Uber sulle transazioni generate dagli agenti e ha offerto un netto bagno di realtà per le previsioni secondo cui gli assistenti personali potrebbero sottrarre clienti ad app come Uber e DoorDash.1
Il momento è significativo. Le aziende di IA hanno promosso una nuova generazione di assistenti come strumenti che non si limiteranno a rispondere alle domande, ma completeranno acquisti e prenotazioni. Eppure, i dati di Uber suggeriscono che i consumatori restano riluttanti ad affidare persino decisioni di routine — chiamare un’auto o riordinare la cena — a un bot intermediario.
Durante la conference call sui risultati del terzo trimestre dell’azienda, il CEO Dara Khosrowshahi non ha liquidato il modello. «È ancora molto, molto presto e finora stiamo osservando una trazione molto limitata», ha detto, aggiungendo: «Sentite, speriamo che ci sarà più trazione».2
La posizione di Uber è pragmatica piuttosto che difensiva. Khosrowshahi ha affermato che l’accesso degli agenti potrebbe creare domanda incrementale e ha osservato che le principali aziende di IA stanno già parlando con Uber. Ma l’azienda ha anche pochi motivi per rendersi invisibile dietro l’assistente di qualcun altro. La sua argomentazione è che l’esperienza diretta sia già rapida: una corsa media può essere prenotata in circa 50 secondi, mentre riordinare un pasto preferito richiede circa 90 secondi.
Questo lascia irrisolta la tensione centrale. Gli agenti IA potrebbero alla fine diventare un nuovo e significativo punto di accesso a Uber, e l’azienda afferma che collaborerà con terze parti. Per ora, tuttavia, la presunta minaccia di disintermediazione somiglia più a un progetto pilota che a una rivolta dei consumatori. Uber sta inoltre sviluppando i propri strumenti, incluso un Eats Cart Assistant in grado di trasformare l’immagine di una ricetta o un prompt in una lista della spesa: uno sforzo per mantenere la comodità dell’IA all’interno dell’ecosistema Uber.